sabato 30 dicembre 2006

Prima della caduta
avremmo potuto volare

(Santo Niente)

 


Appena sveglia sono stata travolta da Pablo che ha l’abitudine di salutarmi strusciandosi sulle mie gambe come farebbe un gattino.

Ho dovuto puntare i piedi nudi per non cadere sotto la festosa pressione dei suoi 46 Kg.

 

Mio padre, senza neanche aspettare che lo guardassi in faccia, mi ha detto:

“Saddam. L’hanno fatto fuori stanotte”.

Io, per nulla incredula o, molto onestamente, poco schifata da questa notizia folle, ho subito pensato ad alta voce che se esiste una logica (quella che, pur facendomi schierare contro la pena di morte, mi ha fatto "accettare" la “soluzione”  finale imposta a questo assassino seriale e stragista, per intenderci la pena che invece tanti suoi simili, due su tutti: Stalin und Pinochet, hanno evitato) allora sarebbero dovute finire così diverse persone.

Non trovo scuse per ignorare il sostegno economico, strategico e morale ricevuto dal governo e dai servizi segreti degli Stati Uniti a partire dalla metà degli anni 60 (c’era JFK miei cari) per arrivare poco prima della conclusione degli anni ’80 (Bush senior e Rumsfleld).

Sostegno sotterraneo o esplicito a seconda dell’affare in corso.

Spinta che ha permesso, giustificato, coperto e amplificato il potere di un criminale.

 


E adesso?

L'Iraq?


 

Avanti un altro grazie, il posto delle fragole non è mai troppo piccolo!

 

B.

 

 

Ascolti recenti:

Joy Division, Les Bains Douches, 2001

CCCP, Socialismo e Barbarie, 1987  (ascolto istigato da un sofista ;-) )

Dirty Three + Low, In the Fishtank vol.7, 2001

Sonic Youth, Daydream Nation, 1988

Fugazi, Red Medicine, 1995

mercoledì 27 dicembre 2006

L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO


Ieri sera, per scaldarci nel freddo inverno e -per quanto mi riguarda, dimenticarmi che la mattina seguente sarei dovuta andare al lavoro - Vi ed io ci siamo gustate lo splendido film documentario su quello straordinario progetto musical-culturale che è l'Orchestra di Piazza Vittorio, sognata e poi realizzata da Mario Tronco, componente dei (già benemeriti) Avion Travel.


Il film è forse ancora nelle sale, il dvd è uscito da poco, e loro sono in concerto per l'Italia.


Anzi, il  2 febbraio 2007 saranno in Brescia!!!


(Chiesa di San Giovanni)


I Razas tutti non possono mancare.


Intanto, godetevi il film, che è una gioia per gli occhi, le orecchie, la mente.


Vostra Gissss


(foto di Pino Pecorelli, contrabbasista dell'Orchestra)Orchestra_foto


http://www.orchestradipiazzavittorio.it/orchestra/orchestra.html

BAOBAB


Baobab gigante del Madagascar.


 Per molti è il più bello dei baobab. Può arrivare a 25 metri di altezza e 3 di diametro.


I baobab sono famosi per la loro capacità d'immagazzinamento d'acqua all'interno del tronco rigonfio, che riesce a contenere fino 120.000 litri d'acqua per resistere alle dure condizioni di siccità di alcune regioni. Alcuni si ritengono essere vecchi di migliaia di anni, ma poiché il legno non produce anelli, l'ipotesi è impossibile da verificare. Alcuni botanici danno però credito a queste asserzioni di grande età.


Caro cugino Fra, spero che il baobab giganteggi nella tua casina!


gisssssssss


baobab


…porta un respiro azzurro chiaro con movenze rosa polvere,
dal nero del tuo venir piano che sta per sopraggiungere.
Lilla è l'ombra del sorriso

che s'apre su di me:
diventa albicocca intorno al viso...

(è qui per farsi mordere?)
La tua danza è sospesa: 

è per dirmi che ora tocca a me?

 

{Marlene Kuntz: “Danza”}

 

Dovendo evitare la bicicletta per qualche periodo (oh no: my dear Pessoa Bike!) sono costretta a svolgere le mie uscite serali a piedi.

Mi sono trovata sui marciapiedi corteggiati dalla brina luccicante, senza i pedali le gambe si intrecciano col nulla.

Una ronda a rilento nella moribonda via Seradello.

Senza il rumore dello sfregamento del fanale dinamo sul copertone sono stata istigata ad immaginare una canzone.

 

Subito da Marlene, nonostante io abbia scelto una canzone recente la memoria si è avvolta sul 1995.

Il Monastero di Sant’Eufemia acceso di luce poco invadente, il furgone nocciola targato Cuneo, il cuore al ritmo della grancassa e persone che avrei conosciuto davvero soltanto una decina di anni dopo.

 

Dovrei procurarmi una berretta, qualcosa che tenga la testa al caldo ma non sono capace di imprigionare i capelli.

Schiacciare, nascondere, annientare l’odore e togliere il colore.

Li osservo con la coda dell’occhio mentre si spettinano nel vento: le mie radici visibili,  ballerine di pensieri, legacci di immagini, ancora di salvezza delle idee, satelliti di canzoni….

 

Preferisco lasciarli in balia del fantasma del freddo, impacchettati dall’aria trasparente.

Tra poco li appoggerò al cuscino, saranno come l’edera smeraldo che arrampica le pareti dei vecchi palazzi.

 

B.

giovedì 21 dicembre 2006

BICICLETTE BRESCIANE


Cari Razas,


si avvicina il consueto pranzo familiare natalizio, che quest'anno si svolgerà chez INES (alias INOX), con la seguente compagine:


la sottoscritta (immodestamente mi sono venuta in mente come prima della lista...);


INOX & BRUNO;


cugino FRA + zia TERRY;


zia AMELIA;


cognata FRANCESCA con consorte (ovvero mio fratello GIAN).


Nel pomeriggio è prevista la visita della cugina doppia B., alias Surfer Rosa.


Coloro che possono, dato il bel tempo imperante sulla penisola - e inspiegabilmente anche nella ridente Pianura Padana - sono pregati di raggiungere il convivio in bicicletta.


BUON NATALE!
gissssssssssssssss


"Non mi dire che ti aspetti la neve a Natale, come quando eri bambino"


(Andrea Chimenti)


 


martedì 19 dicembre 2006

JOY-DIVISION








Joy Division







JOY DIVISIONand revolution!


 

Canto per te che mi vieni a sentire, suono per te che non mi vuoi capire....

Il mio mitra e' il contrabbasso, che ti spara sulla faccia, che ti spara sulla faccia cio' che penso della vita, con il suono delle dita si combatte una battaglia che ci porta sulle strade della gente che sa amare.

 

Area, da “Gioia e Rivoluzione”, Crac, 1974.

 

 

 

Il fatto che Ian Curtis sia morto un anno, due mesi e qualche giorno prima che io nascessi non è stata una buona scusa per 25 anni di ritardi nell’ascoltare i Joy Division.

Non arrivava mai il momento giusto e, comunque, nonostante questa mancanza, ho sempre avuto buona compagnia per le orecchie.

 

Dopo giorni di corteggiamenti agli scaffali e girandole di pensieri sulla loro storia (nonchè lascito) mi sono decisa ad intraprendere il grande incontro che è avvenuto proprio oggi.

Stamane ho lavato i capelli per fare in modo che le parole e la musica scivolassero meglio sulla mia testa e non trovassero rimasugli di altri discorsi.

 

Sono spiazzata, perché ho aspettato tanto tempo per esserlo?

 

Anche dopo aver spento lo stereo continuo ad annusarmi i capelli nell’illusione che questa essenza indecifrabile sia un regalo di quella musica.

 

 

Ehi, ma l’amore ci strazierà ancora!

Barbara.

 

 

Usurando:

Joy Division, Complete BBC Recordings, 2000

giovedì 14 dicembre 2006

Sentendo:

Motorpsycho, “Timothy’s Monster”, 1994

 

Ho una busta color latte e menta tra le dita.

Le piccole foglie di lavanda raccolte per dare sapore alle mani, le mie, e alla punteggiatura impeccabile, la sua.

Un geroglifico tanto desiderato, è perfetto per entrare nel mio diario ed essere consultato per ri-sentire ancora la voce di inchiostro di quelle righe.

Sono corsa la fuori al freddo e il sorriso è stato incorniciato dal vapore.

Carissimo amico e vorace Pupillo: grazie S, grazie R, grazie P!

 

Doppia B.

 

 

E dagli squarci nuove canzoni dai lampi alle spalle,

col profumo potente di fiori appena raccolti

e lame affilate dai temporali a venire.

E silenzio maturo anche per amare,

adesso respiro di nuovo,

mi brucia la voglia che tu mi sorrida, mi annusi le mani

e con parole leggere mi parli

di questo silenzio che ci abita dentro,

puoi sentirlo? E’ per te.

 

 “Fuochi 1”, Lalli, Tempo di Vento (1998)

HANNO AMMAZZATO PABLO, PABLO E' VIVO!


Pablo


Cara cugina G.,


grazie per aver anteposto il compleanno del sottoscritto a quello di quell'altro nato senza dubbio il mio stesso giorno, ma già eccessivamente esaltato un po' da tutti ed in particolare da chi sappiamo noi, in questi ultimi duemila anni circa. Non è affatto facile avere un rivale del genere, onnipresente, che tenta sistematicamente ogni Natale di attirare su di sé ogni attenzione.


La chiesa di S.Francesco è stupenda e, manco a dirlo, cerco anche in quella zona. A dire il vero ho fatto diverse passeggiate in quelle vie nella speranza di trovare qualche cartello AFFITTASI GRATIS, perché i prezzi in effetti credo siano alti. Mi attirava soprattutto avere come vicini di casa quelli del Monastero, silenzio assicurato.


E’ bello cercare case oltre le proprie possibilità, come è bello cercare più case, magari anche in diverse città, nella speranza un giorno di riuscire a vivere più vite diverse in differenti città, magari anche contemporaneamente. Ci sto lavorando da un po’ a questa idea. Anche il film che ho visto ieri, Cuori di A.Resnais, inizia con Laura Morante che cerca un appartamento per lei ed il suo fidanzato, lei lo cerca però a Parigi, dove nevica sempre forte.


Il disco di Joanna non mi è ancora arrivato, purtroppo è un periodo di grosso caos al lavoro e spero che mi arrivi entro il 24 quando tornerò a Brescia, sempre se sarò sopravvissuto all’assalto dei Barbari (non quelli di Baricco, ma quelli di Capossela) che rotolano giù dalle scale di corsa e poi mi assalgono ebbri della loro maleducazione, facendomi pensare per un momento che Zidane in fondo non aveva tutti i torti. Ma ormai mancano 8 giorni, è fatta.


La mia testa è diventata un Mela morsicata da quando ho scoperto la bellezza dell’iPod. Non sono più la stessa persona e non lo sarò mai più, forse avrò bisogno di un periodo di disintossicazione in una clinica specializzata per malati di Mela.


 


Addio, a presto,


Fra


 


 


Libri: W.Szymborska –Vista con granello di sabbia- Adelphi (rilettura)


A.Camus –La caduta- Bompiani


S.Kelby –iPod book- Mondadori


                  


Ascolti: Pipettes, Strokes, Battiato, Ammadou & Mariam, Lali Puna, Jeff e Tim


 


Visioni: Nerolio Sputerò su mio padre di A.Grimaldi (su P.P.P.)


            Lonesome Jim di S.Buscemi


            Cuori di A.Resnais

domenica 10 dicembre 2006

Conosci Victor Jara?

 

¡Canto que mal me sales

cuando tengo que cantar espanto!

Espanto como el que vivo

como el que muero, espanto,

de verme entre tanto y tantos

momentos del infinito

en que el silencio y el grito

son las metas de este canto.

Lo que veo nunca vi.

Lo que he sentido y lo que siento

hará brotar el momento...

Victor Jara, Estadio Chile 1973

 

(Canto, che cattivo sapore hai

Quando devo cantar la paura!'

Paura come quella che vivo,

Come quella che muoio, paura.

Di vedermi fra tanti e tanti

momenti di infinito

in cui il silenzio e il grido

sono i fini di questo canto.

Ciò che ho sentito e che sento

Farà sbocciare il momento)

 

 

 

 

11 Settembre 1973 - 10 Dicembre 2006

 

E’ andato via troppo tardi, Augusto Pinochet.

Il continente desaparecido, quello rimarrà per sempre.

 

Barbara.

 

 

Musi-ca:

Massimo Volume, Lungo i bordi, 1995

Mad Season, Above, 1995

venerdì 8 dicembre 2006

Come faremo ad uscire da questo fiume di merda
puliti e profumati?
Cavalcheremo le nostre migliori intenzioni?
Pagheremo il conto che c'è da pagare?
Indosseremo un parrucchino e un paio di baffi posticci?
Ci faremo venire a prendere e fuggiremo
dentro una macchina dai finestrini fumé?

 

Seychelles ’81, Massimo Volume (Club Privé)

 

 

Nella mia mente le immagini, come i pensieri, hanno sempre una colonna sonora.

Quando non accade sento la mancanza irrimediabile di qualcosa, di quelle vertebre stoiche.

Spesso, da quando li ho conosciuti, i Massimo Volume si sono fatti cavalieri generosi delle mie immagini.

Un tempo portavo a scuola brandelli delle loro parole, attaccate ai vestiti perlopiù.

 

 

Buon oggi,

Barbara.

 

 

 

 

"Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori.

Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi".

 

Piergiorgio Welby

mercoledì 6 dicembre 2006



I love () you  Italo,

parte seconda.

 


E quando il mio animo non chiede altro alimento e stimolo che la musica, so che va cercata nei cimiteri: i suonatori si nascondono nelle tombe ; da una fossa all'altra si rispondono trilli di flauti, accordi d'arpe.

Certo anche a Ipazia verrà il giorno in cui il solo mio desiderio sarà partire.

So che non dovrò scendere al porto ma salire sul pinnacolo più alto della rocca ed aspettare che una nave passi lassù.

Ma passerà mai? Non c'è linguaggio senza inganno.


(da: Le Città Invisibili)

 

 

Da diversi anni nella gentile schiera dei disegnatori che preferisco c'è  Italo Calvino, attento assaggiatore di profondità e colori.

La sua penna non si è limitata a scrivere ma, bensì, si è presa l'incarico di tracciare e imprimere disegni, tavole e immagini.

Posso accettare di lasciare questi suoi scritti solo nella definizione di "frasi"?

 

Doppia B.

 

 

Visioni anima-te

(grazie alla conversazione avuta con Joe):

 

The Nightmare Before Christmas, 1993

Wallace & Grommit The Curse of the Were Rabit, 2005

 

 

BRESCIA CITY


carissimi Razas,


oggi, 6 dicembre 2006, il clima e l'atmosfera sono novembrini, ahimé, ma nonostante questo vi offro un'immagine di Brescia che ho colto dal mio ufficio, col disegno e gli arredi delle LAM.


Dovete sapere che adoro la fotografia urbana di Gabriele Basilico, perciò mi piace fotografare i palazzacci urbani con disegno rigorosamente simmetrico.


http://web.mit.edu/museum/exhibitions/basilico-photos/index.html


Buona giornatina,


gissssssssss

lunedì 4 dicembre 2006

LUIGI (GINO), VERONELLI.

 

 

Tutto da rifare, insomma, come quei revisionisti che vorrebbero riscrivere i testi scolastici affinché si mostrasse maggior benevolenza verso Salò, i marò della X Mas, i kapò, e che farebbero dei bei falò, dei roghi, degli autodafè, con i libri dei colleghi non allineati alle nuove direttive ministeriali. Si deve imparare a mangiare e bere bene, non per diventare dei gurmé o dei sommelié, ma in un quadro più generale che include il saper interpretare, criticare, valutare un quadro, una scultura, una lettura, per non farsi mettere i piedi in testa da chi apre bocca e gli dà fiato, da chi vuole cambiare le carte in tavola e barare a tutt'andare.


(Le parole della terra, Manuale per Enodissidenti e Gastroribelli, 2003)


 

Stasera consolo i miei sensi stappando una bottiglia di un Chianti toscano segnalato da lui.

L’ho conosciuto tramite il vino nel 2001, un OltrePò Pavese che riesco ancora a sentire in bocca.

 

In alto i calici,

Barbara.

 

 

Differente musica da sorseggio:

Tool, Salival, 2000

The Afghan Whigs, Gentlemen, 1993

Jeff Buckley, Grace, 1994

The Clash, Combat Rock, 1982

JOANNA NEWSOM      Ys


...E' solo questione di qualche giorno.


Per la mia cara cugina G. (e per tutta la Raza Family, ovviamente) sta per arrivare questa ragazzina abbandonata nella neve con il suo cane, solo occasionalmente priva di arpa. Ho avuto il privilegio di ascoltarla in negozio, purtroppo nello stesso momento in cui i ragazzi delle pulizie passavano con la macchina infernale per pulire i pavimenti. "Cari ragazzi, ho capito che dovete lavorare, ma vi sembra il caso di passare con questa rumorosa macchina proprio mentre sto ascoltando Joanna? Non vi accorgete che il sistematico ronzio della lavapavimenti deturpa le sonorità e la voce di questa ragazza con la frangetta? "


Comunque mi è sembrato un bel disco, certamente capace di distinguersi dalle produzioni dozzinali sempre presenti in grossa quantità sugli scaffali. Come qualche mese fa tempo la brava Joan Wasser, e poi anche Ayo...insomma, arriva!


Ciao a presto


FraJoanna


 

PIAZZE BRESCIANE


Ma caro cugino Fra,


la tua vista aerea su Brescia da Milano non è niente male!


Io invece continuo a gironzolare DENTRO Brescia, piedi in terra, con la mia fotocamerina sempre appresso, e così mi capita di rubare splendidi attimi di atmosfere particolari.


Questa è la piazzetta Moretto che ospita la Pinacoteca Tosio Martinengo con i suoi imponenti cedri.



Tra l'altro, cari Razas, dovete sapere che il cugino ha rischiato di andare ad abitare proprio lì, in quello splendido quadretto...


Intanto, eccovi il link al sito dei Musei Civici di Arte e Storia di Brescia:


http://www.museiarte.brescia.it/html/home_f.htm


Vostra inviata (neo) bresciana,


gissss


 

MORNA

(Vinicio Capossela,

Il ballo di San Vito, 1996)

 

Il vento della sera sarà

Che bagna e poi s’asciuga

E ancora musica e sorriso sarà

E cuore che non tace

La schiuma dei miei giorni sarà

Che si gonfia e poi si spuma

Sarà l’anima che torna

Nella festa di una morna.

 

 

 

 

Conosco molte canzoni di Vinicio Capossela a memoria mentre le altre mi vengono in mente strofa dopo strofa mentre le canto.

Una dipendenza tra parole e melos, ciascuno torna in fila indiana nel baleno più conveniente.

Ciò malgrado non ho evitato di procurare il libro (più dvd) “Niente canzoni d’amore” edito da Einaudi Stile Libero, ovvero l’adunanza scritta di tutte le canzoni pubblicate sinora da Capossela.

 

Come dicevo prima, benché conosca sufficientemente queste liriche spesso avverto la premura di rileggerle, riascoltarle, ripercorrerle.

E un libro, questo ricettario geniale, questa antologia esauriente, è quello che più sento indispensabile.

Prezioso per me più di qualsiasi accessorio: è il monile dell’ingegno.

 

Migliore intensità merita l’eclisse dell’iride più si consumano sulla carta gli occhi!

 

A voi,

B.

giovedì 30 novembre 2006

MILANO - BRESCIA,


BRESCIA - MILANO!


Carissimo cugino FRA,


il tuo post di qualche giorno fa annunciante il tuo rientro in Brescia dopo anni di permanenza milanese non poteva che far gioire tutta la famiglia Raza.


Per invogliarti ulteriormente a trovare rapidamente una soluzione logistica in Brescia, ho deciso di inaugurare lo SPAZIO BRESCIA, per il quale invito tutti a postare le proprie foto di Brescia.


Io mi permetto di iniziare con un luogo molto bello e a me molto vicino, che mi consente di andare al lavoro a piedi ogni mattina evitando le strade a massiccia percorrenza d'auto: eccovi il Parco 11 settembre in una mattina di novembre.


A presto cugino!!!


gisssssssssssssssssParco 11 settembre

martedì 28 novembre 2006


Carissimi Razas allargati,


domani sera (mercoledì) si va al Moretto a vedere GIARDINI IN AUTUNNO di OTAR IOSSELIANI.


Chi vuole si unisca.


gissssssss


PICCOLA BIOGRAFIA DI IOSSELIANI:


http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?ida=146104

MAUDITS

 

L’improvvisazione si sta esaurendo perché impossibilitata ad uscire dagli archetipi culturali che la società le costruisce addosso facendo a volte concessioni sulla forma pur di mantenere le strutture fondamentali della comunicazione.

E’ difficile essere liberi…

In alcuni momenti il musicista viene colto da epilessia iconoclastica e si spinge nell’ignoto «in fondo all’ignoto per trovare qualcosa di nuovo».

 

→  Demetrio Stratos  →

 

 

 

A rotazione:

Vinicio Capossela, Nel niente sotto il sole, 2006

Apocalyptica, Plays Metallica by four Cello, 1996

Beastie Boys, I’ll Comunication, 1994

The Beatles, Revolver, 1966

Crime in Choir, s/t, 2001

De Glaen, s/t, 1998

Dirty Three, Ocean Song, 1998

Faith No More, Angel Dust, 1992

Franti, Non Classificato, 78/87/99

Kyuss, Welcome to Sky Valley, 1994

giovedì 23 novembre 2006

Where is my mind?

The Pixies, Surfer Rosa, 1988

 

 

Prova ad indovinare dove è finito il mio pensiero e come è finito? Eh!

Di certo una parte consistente si trova sotto al Tropico del Capricorno e, per

una volta, non mi riferisco a Henry Miller.

 

 

E’ arrivato un pacco da Perth oggi, poco prima che iniziassi a lavorare ho strappato

ingorda i sigilli e le mani hanno trovato cartoline particolari, il poster dei Pixies e

una lettera sdraiata su una carta molto familiare.

Una grafia morbida e ingarbugliata che ha lasciato subito intravedere i lineamenti della mittente.

 

 

Che cosa è l’amore fatale?

Non mi ha mai uccisa, accidenti.

Lo detesto e lo ringrazio perché mi ha sempre lasciata scappare…

 

Piuttosto voglio dichiarare tutto il mio amore FETALE per Paola, l’amica del mio cuore e

di tutte le altre frattaglie che mi compongono.

 

Non so spiegare, provo quasi un moto di riservatezza.

Può bastare sapere che è come se fosse mia madre e mia figlia allo stesso tempo?

E’ la sorella perfetta, supera ogni legame di sangue.

 

 

 

Grazie!

B.


Surfer Rosa Hendrix


























Chambre Surfer Rosa

martedì 21 novembre 2006


HOMMAGE À
VIOLETTE NOZIÈRES!

 

« Voici enfin dévoilée par un aute elle-même inviolable

la personalité inconnue poétique

de Violette Nozières

meurtrière come on est peintre »

 

Ecco finalmente svelata da un’altra se stessa inviolabile

la personalità sconosciuta poetica

di Violette Nozières

assassina come uno è pittore.

 

- Guy Rosey, Revolution Surréaliste, 1933 -

 

Potevo esimermi dall'omaggiarla?

 

Facciamo così, chi indovina da quale gruppo ho tratto il titolo del post vince un pranzo con i Raza's.

Prenotazione da destinarsi al tavolo dei piccoli in quel di una movimentata riunione del parentado.

Guai a chi trafuga le posate e porta vino scadente, intesi?

 

Barbara.

 

Ps: Vorrei sapere cosa pensa chi ha già ascoltato "(A) Senile Animal" dei (The) Melvins?

Questa perla del 2006 stamane mi ha commossa a ripetizione...quanta bontà sonora!

Ascoltarli mentre guardavo la partita del mondiale di pallavolo (UsaItalia) messa in modalità "muto" mi ha fatto apprezzare ancora di più i muri di Mastrangelo.

 

lunedì 20 novembre 2006

I RAZA SI MESCOLANO!!


Ecco la prova della naturale tendenza dei Raza al Meltin' Pot culturale!


Sempre in Brescia,


gissssssssssssss


I RAZA SI MESCOLANO!!

sabato 18 novembre 2006

Eh, accendiamo un fuoco!

 

“To sing you first open your mouth.

You must have a pair of lungs and a little knowledge of music.

It is not necessary to have an accordion, or a guitar.

The essential thing is that I want to sing.

Then this is a song.

I’m singing”            (Henry Miller)

 

 

 

Accompagnamenti:

Polly Jean Harvey, The Peel Sessions 91/04, 2006

Jaga Jazzist, What we must, 2005

Deftones, Saturday Night Wrist, 2006

Sigur Ros, ( ), 2002

Sigur Ros, Takk, 2005

martedì 14 novembre 2006

Ben otto mesi di silenzio, ma adesso basta!


Domenica sera, mentre fracassavo come ogni domenica sera tutti i mobili di casa con una mazza ferrata per provare ad arginare la rabbia che mi sale ogni volta che vedo Report, ho proprio pensato che otto mesi sono troppi...


La puntata sul lavoro precario era ormai giunta al termine, e tra un insulto e l'altro alle Cooperative, una delle piaghe del nostro Paese, aspettavo ansioso la "Buona notizia" che solitamente chiude il programma della divina Gabanelli. E invece, ecco la perla, un'anticipazione di quello di cui si parlerà nella prossima puntata. Un bravo giornalista intervista Bassolino che prima tentenna, poi farfuglia, e infine a telecamera (quasi) spenta si mette ad urlare contro il giornalista che "...glielo doveva dire che gli avrebbe fatto quella domanda!" Purtroppo per Bassolino, il giornalista fa vedere il fax che gli aveva spedito la settimana prima con tutte le domande, e Bassolino, grande icona della Sinistra al sud,  fa proprio la pessima figura di un Mastella o di un Pomicino qualsiasi. Pomicino...Ve lo ricordate Cirino Pomicino, Dio santo...


Vabbè, ma non di sola tristezza è fatto il mondo, per fortuna ci sono i libri, la musica e il cinema, e la Juve anche dai. Eccoci quindi alla gettonatissima rubrica:


Libro della settimana: Nick Hornby "Una vita da lettore" Guanda


Film della settimana: "Nuovo mondo" di E. Crialese (con Charlotte Gainsbourg, mia nuovissima fidanzata! (ma non ditelo alla mia fidanzata!))


Disco della settimana: Damien Rice "9"


E a sopresa, l'indovinello della settimana (che abita nel Paese dell'onestà):


Qual'è quella squadra che, pur avendo patteggiato una condanna penale per ricettazzione e falsificazione di passaporto, ha un presidente pedinatore che dichiara continuamente di aver vinto "lo scudetto dell'onestà"? Al primo concorrente che risponderà, in omaggio una ciocca dai capelli di Camoranesi.


Addio amici e parenti, vi voglio bene, ancora di più se allungate le vostre orecchie (metaforicamente, per Dio!) e udite che qualcuno affitta un appartamento interessante a Brescia che farebbe proprio al caso di vostro cugino e della sua fidanzata (non Charlotte) che tra pochi mesi tornerrano a Brescia, per la gioia dell'intera comunità...


Fra   

giovedì 2 novembre 2006

ROYALSUCKER!

Venus in concerto,

1 Novembre 2006,

Teatro Centro Lucia, Botticino (BS).

 

Marc Huygens (voce, chitarra, cimbali),

Jean Marc Butti (percussioni),

Christian Schreurs (violino, chitarra) e

Pierre Jacqman (contrabbasso, basso elettrico).

 

E’ tornata la febbre ne sono sicura.

Il vento gelido in strada prima di entrare e il caldo acre del teatro non sono stati niente in confronto alla musica che mi ha debellata.

Il velluto rubino unica scenografia, l’eleganza dei vestiti ad accompagnare la potenza di quattro uomini.

Ad un certo punto ho visto i miei capelli diventare antenne ingarbugliate per accogliere i nuovi accordi.

Come i riccioli trasparenti del fumo dell’incenso si sono sistemati nell’aria.

E la chiave di violino diventava uno squalo dalla punta arrotondata.

Completamente circondata non ho fatto altro che accarezzare questa minaccia.

 

Barbara.

mercoledì 1 novembre 2006

Care e cari voi, segnalo questa iniziativa che mi sembra interessante.


Accresciamo la nostra consapevolezza, scopriamo cosa si nasconde sotto i nostri piedi!


Un abbraccio, la vostra talpa


Locandina

L’universo è carne spasima
l’universo è immobile
è vuoto ogni pensiero
inutile descrivere
non serve
l’universo è fermo instabile
l’universo accarezzami
è vana ogni torsione di ogni corpo
in ogni suono
in fondo io penso
l’universo è come sentire che chiami
l’universo
è stralci di rivista in alba livida
nel vento freddo 
è  schiudersi in sogno
l’universo è come sentire che chiami


 


(Scisma, L’universo, “Armstrong”, 1999)


 


 


 


Tutti i libri che ho messo in disordine per cercarti preannunciato dall’inchiostro, tutte le canzoni che ho cantato sparpagliate dalla mia voce, le lenzuola pronte a nascondermi dalla veglia:


metto a posto tutto domani.


 


O forse no, perché nascondere con l’ordine?


 


Aspetto di attraversare le ore notturne che mi dividono dal Fort, Pablo e Tenco sono già in allerta.


 


Il mio nascondiglio, il labirinto della terra, le ragnatele pronte a brillare, l’edera che disegna le pietre, gli alberi che arrampicano il cielo, il suono delle foglie salde ai rami preferiti.


 


Oui!


 


Barbara


 


 


Canti liberatori :


Joan as a Police Woman, “The Real Life”, 2006


Marco Prente, “Neve (ridens)”, 2005


Polly Jean Harvey, “4 Track Demos”, 1993


Korn, “Life is Peachy”, 1996


Tom Waits, “Orphans: Brawlers, Brawlers and Bastards”, 2006


Tool, “Lateralus”, 2001

venerdì 27 ottobre 2006

“Be Quiet And Drive


(Far Away)” to Torino?


 


Mi rimane solo Torino…


No, no, ricomincio.       


Fortunatamente mi rimane sempre Torino!


 


Voilà, questa mossa di principio rende onore all’affetto.


Sì, stavo scrivendo che per fortuna mi rimane sempre Torino.


La guardo da lontano, fino a dove posso percorrere la memoria.


Quella volta non riuscii a scattare fotografie.


Sentivo il distacco realizzarsi.


Più obiettivi avessi messo tra me e la città più terreno avrei perso.


 


E’ l’unica città a cui non riesco ad attribuire una musica in particolare, il suo suono è legato soltanto a lei.


Basta sapere uscire dalle sue braccia per provare a non trovarlo più.


 


Come nel sogno di quest’estate, camminavo da sola verso la biglietteria della stazione di Brescia e contemporaneamente uscivo dalla stazione Porta Nuova di Torino.


Poi giravo l’angolo che mi indicava l’entrata di una vecchia cattedrale dimenticata.


Ogni altare sconsacrato era rivestito da un velluto cremisi e protettivo.


 


Nella realtà ho lasciato così Torino, nella fiducia che il mio velluto la riparasse dalla polvere indecente della nostalgia.


 


Se Roma e Parigi, le altre cocche per intenderci, sono state un’esplorazione vertiginosa e indimenticabile Torino è stato quel dejà-vu rassicurante ma viscerale.


 


Pressoché come quando vedi per la prima volta un uomo tramite il suo autoscatto e giureresti di aver già scoperto in passato i suoi lineamenti.


L’unica sorpresa chiassosa è data dalla conferma.


 


Dai, lo conoscevi già.


Magari tramite un libro, anche se può sembrare incomprensibile.


 


Così come non è comprensibile spiegare con parole distaccate l’attrazione per Torino.


Ma fino alla prossima camminata rimarrà schermata dal velluto cremisi.


 


Barbara.


 


Ps: Stanotte proverò a cercare quel sogno, le biglietterie di quel genere non spariscono mai.


 


 


Nell’aria:


¬  A Perfect Circle, Mer de Noms, 2000


¬ Blonde Redhead, Melodiè Citronique (EP), 2000


¬ Deftones, Around the Fur, 1997


¬ Cristina Donà, Tregua, 1997


¬ Tom Waits, Big Time, 1988

mercoledì 25 ottobre 2006

Is that you moatilliatta?

(The Mars Volta, This Apparatus Must Be Unhearted,

De-Loused In The Comatorium”, 24 Jun 2003)

 

Ad essere pugili sentimentali c’è da stare calmi, la minima occasione potrebbe fornire uno spolverare di mani nervose.

Allora mi metto ingarbugliata sul divano, mollo la metà attaccabrighe e inimica umanità per lasciare rilassare la parte delicata.

Annegare nel romanticismo è l’intento, la pellicola giusta è del 1992:

Bram Stoker's Dracula di Francis Ford Coppola.

Ad ogni visione mi lascio facilmente coinvolgere da questo amore sanguinario.

A dirla tutta sono ipnotizzata da Gary Oldman che interpreta l’illustre Conte con un piglio da John Lennon (Bela Lugosi in scena, purtroppo, non ha mai sfoggiato gli occhiali da sole).

Immaginate il conte fare una serenata a Mina, intonare Sexy Sadie porgendole un bicchiere di scioglievole assenzio….

Tornando a me ad un tratto sento un braccio, ovviamente altrui, cingermi le spalle.

Un marcato accento portoghese introduce la comparsa di Josè Mourinho.

Scettica chiedo se ha portato con se il prezioso taccuino ma lui fa finta di niente.

Alla domanda sconvolta sulla veridicità dell’oracolo serale “Tg Sport” di Rai Due, che lo vorrebbe prossimo allenatore dell’Internazionale FC, lui ride sfacciato, mi da un bacio tra gli occhi e se ne va al bagno.

Non è più tornato ma in compenso sulla lavatrice, pochi minuti fa, ho trovato il suo quadernetto pieno di appunti, poesie e dritte per il fantacalcio.

Grazie J!

 

Doppia B.

 

Ps: Non occorre assistere alla morte di OldmanDraculaLennon, ho spento il televisore un attimo prima.

lunedì 23 ottobre 2006



 













































Hola Genìa!

 

Ho delle incontinenze affettive che non riesco proprio ad acquattare ma mantenete una parvenza di calma, ciò avviene nei confronti di sole poche persone.

Figuriamoci se posso trattenere questa escandescenza dolce con i progetti.

 

L’ISTITUTO BARLUMEN è indubbiamente spaparanzato nel raggruppamento delle menti splendide.

Ho passato pomeriggi e notti all’ascolto di “RAZIONE K” e “La Fabbrica di Polli”, i due programmi radiofonici che hanno esaltato il mio scarso interesse per la radiofonia dopo la chiusura nel 1996 di “Planet Rock”, Radio Rai 2 (ero in fasce ma già poppavo il rock).

 

Quindi canto con forza i nomi: Marco Drago, Gaetano Cappa plus la truppa.

Per darvi qualche utile informazione in più copioincollo dal sito:  L'Istituto Barlumen è una factory che si occupa di radio, musica, teatro, reading, internet, pubblicità e scrittura. La missione dell'Istituto Barlumen é trasformare in opere d'arte (piccole o grandi, minimali o sontuose) tutte le "cose" che produce.
Dal settembre 2003 l'Istituto ha una sede a Milano in Via Conte Verde 9 e ospita stage di studenti universitari (facoltà di Lettere a indirizzo artistico e politecnici).

 

Nel vedere le loro magliette si è scatenato in me la passione “guardarobense dichiarativa” che avevo alle elementari.

Ebbene, ero adusata ad indossare sotto il grembiule le magliette dei miei gruppi preferiti.

Capitava che sotto fiocchi di nastrini e colletti delicati  portassi la lanugine degli Iron Maiden (cosa c’è, a modo mio amo ancora follemente Steve Harris).

 

Era un modo, per quanto celato, di dichiararmi.

E’ così è stato negli anni, anche con accessori da me modificati (ad esempio vanto lo zaino con la scrittalogo degli Area, la cravatta dei Massimo Volume).

 

Vestirsi è una descrizione di se stessi, una denuncia di stoffa, un racconto aderente che ci contiene in tutti i sensi.

E le mie poppe sono felici di portare a zonzo il marchio dell’ISTITUTO BARLUMEN!!!

 

La parente modista per finta,

Barbara.

 

Istituto Barlumen 1






















Istituto Barlumen 2























 

 

 

Ascolti frequenti:

*Hella, The Devil isn’t red, 2004

*Isis and Aereogramme, In The Fishtank vol. 14, 2006

*Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, Musica Nuda 1, 2004

*Mondo Generator, Cocaine Rodeo, 2000

*One Dimensional Man, 1000 Doses of Love!, 2000

*Zu, Igneo, 2001

*Elio e le Storie Tese, Eat the Phikis, 1996
Hey,creator mind!

We want in ,we want in on the

real stuff,

Not this new age boogaloo

for children

If you show us how it's done

We'll shine brighter than

the sun

Responsibility

"when we claim it 

we change who we are

And our destiny " 

And to me we all 

are stars when we say

I love the games we play

Kick off your shoes and stay

Let's change our world

a bit today

Or at least 

let's make it feel

that way...

(Motorpsycho, Radiance Freq., “TRUST US”, 1998)

sabato 21 ottobre 2006

TAPPARELLA


Andando a letto dopo la festa di compleanno del mio Pubblico Ministero Onorario  preferito (Joe S.), tenutasi in un bar vetrina del centro di Brescia, mi vengono in mente due cose che non centrano niente con la serata trascorsa:


1) Tapparella degli Elio e Le Storie Tese;


2) Ed Norton.


Sono la sangria, il rosso rubino e il brut che confabulano.


FORZA PANINO!!!


B.

venerdì 20 ottobre 2006

We need new noise ,


new art for the real people.


We lack the motion to move


to the new beat.


We dance to all the wrong songs and


we enjoy all the wrong moves.


We're not leading.


Yeah.


The new beat.


(Refused, “new noise”, The Shape of Punk to Come, 1998)


 


 


Più di un’ora fa la terra ha tremato e, di conseguenza, io pure nel mio letto.


Ma di paura.


Perché non stavo dormendo?


E’ lo stesso discorso della lucidità, decisamente non mi servono stimolanti.


 


Cari barlumi di parentela,


sono passati momenti bizzarri.


Innanzi tutto due giorni e mezzo di camera ardente più funerale.


Mentre ieri pomeriggio ero nel corteo ho, conscia di essere egocentrica, pensato ripetutamente che se il carro funebre fosse, per qualche strana e complottistica ragione, esploso io sarei morta.


Stranamente nessuna lacrima, neanche per empatia.


Ma per tutta la lunghezza del tragitto ho avuto la faccia contrita a causa delle “orazioni” non-stop farfugliate dalle perpetue microfonate che, purtroppo da vive, precedevano il mesto corteo.


 


Sì, decisamente ci serve un nuovo rumore!


 


Doppia B.


 

mercoledì 18 ottobre 2006

E' L'INSTABILITA' CHE CI FA SALDI NEGLI SRADICAMENTI QUOTIDIANI?


Carissime e carissimi,


tenete d'occhio questa rassegna di cortometraggi italiani sulla precarietà del lavoro, che saranno proiettati la prossima settimana quando ricorrerà l'entrata in vigore della legge 30/2003 (o legge Biagi).


In tali occasioni sarà presentata la manifestazione nazionale contro la
precarietà del lavoro che si terrà a Roma, sabato 4 novembre.


Il tutto è organizzato dalla (benemerita) NIDL (Nuove Identità Di Lavoro) della CGIL (in questo caso di Brescia).


Buona LAVORO a tutte e a tutti,


gissssss


CortiPrecari

...Blood Roses
Blood Roses
back on the street now
now you've cut out the flute
from the throat of the loon
at least when you cry now
he can't even hear you
when chickens get a taste of your meat
when he sucks you deep
sometimes you're nothing but meat.


 


{ Tori Amos, Blood Roses, “Boys for Pele” 1996 }


 


 


Questa mattina mi è dispiaciuto non poterti nascondere nella mia giacca verde,


ho solo potuto tenerti in braccio.


 


B.


 

martedì 17 ottobre 2006

BERGAMOSCIENZA



BergamoScienza è una rassegna di divulgazione scientifica, che si svolge annualmente a Bergamo, con la volontà di creare una nuova cultura della divulgazione scientifica che possa educare, soprattutto i giovani, alla conoscenza.


A Bergamoscienza ci sono quindi conferenze, laboratori, mostre, tavole rotonde e siccome ci è piaciuto molto, vogliamo raccontarvelo. Abbiamo scelto alcuni degli eventi e ci siamo recate nella splendida Bergamo Alta domenica 15 ottobre. Ecco il nostro percorso.


BANG! IL RESPIRO DELLA NATURA, mostra interattiva.


Si tratta di un’esposizione di videoinstallazioni interattive di Studio N!03 che presenta i due volti delle grandi forze della natura: risorse energetiche potenzialmente inesauribili e contemporaneamente fonti di calamità incontrollabili.


Nelle videoinstallazioni gli elementi naturali reagiscono alla presenza e alle azioni dei visitatori modificando paesaggi, spostando cose e persone. In un percorso poliedrico di stili e suggestioni ogni videoinstallazione mette in scena la natura con un approccio differente: si passa da un’atmosfera sospesa ad una giocosa, da una fortemente coinvolgente ed emozionante ad una divertente ed ironica. Nella videoinstallazione dedicata al vento, alcuni piccoli anemometri possono essere messi in moto dal soffio dei visitatori mentre nelle videoproiezioni alcuni personaggi attendono quieti l’accadere di un qualche avvenimento. Il soffio dei visitatori si trasferisce inaspettatamente all’interno della videoproiezione investendo gli ignari personaggi: l’intensità del vento nella videoproiezione aumenta o diminuisce in base all’interazione del pubblico, i personaggi nel video vengono "stravolti" dalla corrente d’aria e coinvolti in buffe acrobazie. La videoinstallazione relativa alle eruzioni vulcaniche, paradossalmente, proietta il pubblico in un’atmosfera di iniziale quiete e sospensione. Nelle videoproiezioni scorrono immagini di rocce, cretti di terra nera, declivi di montagne, cristalli gialli di zolfo avvolti da nebbie sottili. La presenza dei visitatori scatena lo sprigionarsi della forza costretta sotto la pelle della terra: il suolo comincia a vibrare, l’ambiente si riempie del suono assordante dell’esplosione mentre le immagini bruciano del giallo accecante e del rosso vivido del magma incandescente giunto in superficie. Quando i visitatori si allontanano le immagini ritornano allo stato di quiete. Dal rosso furioso della lava si passa alla fresca trasparenza dell’acqua. Un groviglio di tubi, strampalata creazione di un improbabile idraulico, accoglie lo sguardo del pubblico. Lungo il percorso della conduttura si trovano rubinetti delle fogge più disparate, quando il visitatore apre uno dei rubinetti l’acqua scivola nel piccolo monitor vicino: a volte è una sola implacabile goccia, altre volte è una cascata dirompente altre ancora una pioggia fitta spazzata dal vento. L’ultima videoinstallazione ripropone in maniera ludica gli effetti prodotti dai terremoti. Nelle videoproiezioni che avvolgono lo spettatore sono riprodotte immagini di scaffali con piatti e bicchieri, librerie e tavole imbandite. Le vibrazioni generate dai passi del pubblico hanno l’effetto di una scossa tellurica: gli oggetti nel video tremano ad ogni passo fino a quando le vibrazioni e il suono amplificati entrano in risonanza e scatenano un vero e proprio terremoto distruttore.


ENERGIA IN MOSTRA


E’ una mostra in cui non c’è nulla sottovetro, ma tutto si può toccare e far funzionare! I visitatori scoprono quanto la scienza e il divertimento non siano concetti in contrapposizione ma possano perfettamente coesistere in questo nuovo modo di comunicare scienza, l’intrigante mondo dei Centri della Scienza.


Comunicare conoscenze scientifiche in modo piacevole non è il solo obiettivo di queste iniziative espositive. Le scelte e le opzioni di sviluppo che la società contemporanea deve affrontare non sono solo affare di governi o una faccenda per addetti ai lavori. Molte hanno direttamente a che fare con la nostra vita quotidiana, con le nostre convinzioni etiche, con quello che vogliamo per noi oggi e per il domani dei nostri figli. Per questo motivo avvicinarsi ai problemi scientifici e conoscerli, anche attraverso un percorso divertente e non accademico, è un modo per collocare in uno scenario di informazione corretta le nostre opinioni personali, per essere testimoni consapevoli di scelte o di opzioni che riguardano il nostro futuro.
L'esasperata "fame di energia" dell'era industriale comporta problemi che riguardano tutto il pianeta: le riserve di energia fossile sono limitate e il loro consumo incrementa l'effetto serra.
L'energia nucleare produce residui radioattivi, e le energie rinnovabili non sono ancora in grado di soddisfare le nostre sempre maggiori richieste. Il futuro del nostro pianeta e della nostra civiltà dipende in gran parte da come sapremo e vorremo utilizzare l'energia. Energia 2001 esplora il mondo dell'energia in tutta la sua complessità: partendo dai fenomeni fisici e chimici che la scienza e la tecnologia hanno imparato a conoscere e governare, per arrivare alle ultime novità tecnologiche e alla gestione politica ed economica delle risorse energetiche.


CLICK e luce fu, laboratorio


I due laboratori consentono, attraverso un circuito di exibit, un approccio multidisciplinare al tema della luce (fisico, chimico e storico). Il confronto tra la macchina fotografica e un modello sensibile alla luce dell’occhio permette di scoprire analogie e differenze attraverso alcune semplici domande: come si forma l’immagine della macchina fotografica? L’occhio funziona come la macchina fotografica? La luce cambia gli organismi?



I NUMERI DELLE PIANTE, mostra


BROCCOLO ROMANO



Una mostra dedicata alla scoperta della disposizione degli organi e delle spirali nelle piante (fillotassi).
Le forme a spirale si trovano frequentemente nel Regno Vegetale e si sviluppano secondo modelli matematici riferibili alla serie di Fibonacci oppure alla Sezione Aurea.
E’ sorprendente come un semplice modello matematico colga l’essenza del fenomeno partendo da una osservazione botanica alquanto facile.




 


 VOYAGER, mostra



E' un viaggio alchemico attraverso l’uso di immagini virtuali, manipolate e trasformate all’infinito, indagate nelle loro possibilità di mutazione. Personaggi duchampiani, luoghi siderali, astronavi e macchine volanti sono gli immaginifici scenari che ci accompagnano alla ricerca, nello spazio e nel tempo, della nostra identità. La natura nomade ed eclettica di VOYAGER si manifesta nella multimedialità dei materiali e delle tecniche usate. Le nuove tecnologie sono spinte verso una deriva creativa, piegate alle necessità espressive. I light boxes, le stampe digitali su vetro e su plexiglas sono i supporti della serie di opere dal titolo: La vestizione della sposa, Alla velocità della luce, Il disegno interno, La teoria delle sfere, Astronavi.
mostra_voyager


VOYAGER è il titolo della mostra itinerante di Mariella Bettineschi che, dopo aver attraversato gli Stati Uniti, facendo tappa a New York, Philadelphia, Detroit, Los Angeles, Chicago, torna in Italia


Vostra Gisss (insieme a Vi, Alice, Michela, Francesca)