giovedì 2 febbraio 2006

Care tutte (mi scusino Fra e Ruggiboi ma qui le donne reggono il blog), sono tornata!


Riporto il dialogo che ho avuto con Ernst Stavro Blofeld, ormai più che centenario.


"Esimia Fausta, è con piacere che, dalla mia cella monastica di questa clinica persa tra le altissime, innevate, fredde montagne del Tibet dove sto cercando di ricreare un almeno fragile equilibrio interiore, circondato da monaci pelati che non parlano la mia lingua, rispondo alle sue domande. Quella musa (Cugi B., N.d.R) mi ha stregato, mi ha strapazzato come uno straccio per pulire i vetri, come una Big Babol mi ha masticato, sputazzato e attaccato sotto un banco scrostato, insieme a migliaia di altre Big Babol masticate, sputazzate e attaccate sotto banchi anonimi. Mi ha reso insicuro, è riuscita là dove neanche James Bond e gli altri 00qualcosa erano riusciti" (Ernst qui si è interrotto, cominciando a ripetere mantra. Ringrazio i monaci tibetani che mi hanno nutrita, ospitata e con cui ho piacevolmente dialogato nei tre giorni in cui ho dovuto attendere che Stavro riuscisse a riprendere l’intrervista. Aggiungo che lo Stavro che ho incontrato dopo questi giorni di meditazione e ascesi era tutto diverso, non so se per i mantra o per le strane erbe e gli inquietanti funghetti che si fumava e masticava di continuo). " Ma che bei momenti ho passato con lei. E’ una donna di una sagacia, di una fantasia, di una passione sorprendenti, ti fa sentire… frullato dentro, tutto squagliato, roba forte insomma. E’ stato poi che ho capito che mi aveva usato per prendere il mio gioiello, sì, il mio Speccat, quella simpatica canaglia. Ma dopo giorni di fuoco come quelli che ho passato… Beh, raga, è giusto che sia rimasto a lei. Un gatto alfa per una donna alfa. Poi mi sono dovuto tirare indietro, lei aveva trovato un altro, uno a cui piace molto il chinotto a quanto mi dicono… E’ stato duro arrendersi, ho lottato, ma dopo che mi sono introdotto nudo nella sua proprietà e Pippo mi ha sparato una schioppettata scambiandomi per un chinghiale, peloso come sono…"


Ecco la foto di Speccat che Ernst tiene sul comodino.ErnstStavro


Dunque la versione che Cugi B. ci ha fornito è sapientemente manipolata. Ernst Stavro non è un petante e bavoso nemico dei Raza ma un amante usato e respinto. Perché alterare la realtà? Per screditarmi agli occhi di voi tutti presentandomi come "spifferona", che racconta "pettegolate", una "archeologa cazzuola munita" di cui è meglio non fidarsi? Oppure per continuare con Ciselda a riunire tutti i maggiori leaders felini del mondo senza avere i nostri occhi puntati addosso? E’ vero, noi non siamo Raza, ma siamo Razas, legati affettivamente alla vostra famiglia! Perché tenerci fuori?


Saluto Pablo e Tenco, due cani intelligenti che non vivono nei confronti dei gatti né manie di superiorità né sindromi di inferiorità e che quindi amano la loro padrona anche nella sua felinità.


Saluto il mio amico Chinotto Stradivario e Speccat.


E soprattutto saluto la mia PatatellaDance, detta anche CosmoPatatella, felice di essere stata immortalata con lei in una bella manifestazione a Roma. Che caldo faceva già!


Ciao a tutti, Fausta

1 commento:

  1. non te ne voglio per il "Tutte",
    ma un po sì... perchè il leggerti smuove un passato che non torna da tempo; quanti ricordi!
    va beh, cercando di non pensar-ti, torno a lavorare
    ruggibio

    RispondiElimina