All’ascolto: MORPHINE “The Night” 2000.
“...on my fingerstip
on the tip of my tongue
i register your every touch
i’ll row the boat across the lake
we got smoke
we got perfume
in our wake...”
Sante parole, quanto mi manca Mark Sandman!
Ah, non ringrazierò mai abbastanza l’Assessora per avermi regalato i Morphine per il mio diciannovesimo compleanno.
Carissimi malati,
ebbene sono reduce da una colica renale. Dall’ennesima colica renale.
Neanche il mio urologo sa più cosa fare, mi ha sottoposta a tanti di quegli esami ma niente in me da segno di causare tutto ciò che continua ad accadere. Sono un caso umano!
Tanto per farvi capire come mi sono ridotta, l’altro ieri, alla visita di controllo, mi trovavo nella sala d’attesa del suo ambulatorio a disquisire di prostata con un pensionato. Credo di avere la prostata psicosomatica!
Facendo un piccolo passo indietro nella mia recentissima storia clinica, prima di andare al Pronto Soccorso dell’Azienda Sanitaria (ma vaffanculo, come si fa a chiamare AZIENDA un OSPEDALE?) ero convintissima a richiedere anche un consulto psichiatrico a causa di una certa esasperazione.
Poi sono arrivata al PS e, dopo essere stata barellata, sono stata visitata da un Dottore con soli quattro anni più di me ma soprattutto con uno charme conquistatore che non me la sono sentita di fare scenate teatrali.
Eravamo al nostro primo appuntamento, non potevo fare la figura della mentecatta!
Ovviamente qualsiasi segno di mitomania è esclusivamente da attribuirsi alle dosi massicce di buscopan, zantac e plasil che mi sono state somministrate via flebo.
Questo è il mondo.
Prima di leggere “L’Era del Porco” di GianLuca Morozzi (scrittore che apprezzo assai) non credevo si potesse stare tanto male. Vada per le coliche di cui sono un’affezionata ma poi, come il protagonista del libro, ho scoperto anche i denti del giudizio. E soffrire per tutti e due assieme è da Premio Nobel per la Pace nel Mondo, sempre che si resista dal commettere una strage in Parlamento, così, per alleviare i propri dolori. In quel caso si potrebbe dire addio al Nobel…forse si o forse no visto l’andazzo.
Comunque miei cari dovreste consigliarmi dei nuovi mantra.
Ogni volta che arrivo dolorante al PS penso costantemente alla morte.
Del tipo: morte, morte, morte, morte, morte, morte, mi scappa la pipì, morte, morte, morte, morte, ho sonno, morte, morte, morte.
Questa volta invece, complice un pessimismo sopito, mi sono concentrata sulle canzoni più merdose che avevo sentito la sera prima in radio. Roba che è passata dall’ultimo Sanremo, non so se mi spiego.
A ripetizione, dalle 4 della mattina alle 10:30 quando mi hanno dimessa, mi giravano per la testa frasi orribili e melodie tremende.
Io cercavo di focalizzare la faccia di Nick Oliveri per ricordarmi le canzoni dei Mondo Generator ma non c’è stato niente da fare.
Pensare alle canzonette da classifica è stato ben più traumatico che pensare alla morte!
Ipnotizzatemi e suggeritemi un nuovo mantra, vi prego!
Confidando nelle vostre doti di persuasione,
Vostra Barbara (a.k.a. Miss Polpetta)