Keep on rockin’ in a free world!
Parbleu: è una sensazione inebriante scoprire quanto i dischi dell’infanzia siano ancora così attuali e trascinanti.
Stavo andando a dormire un paio di ore fa quando menemà, lo ammetto, ego-disco-centrica come poche, mi sono soffermata a guardare e ammirare la mia discoteca labirinto.
Tralasciamo i commenti d’amore che le rivolgo ogni volta che attingo, rispettosa e bisognosa di ascoltare, alle sue risorse….
Dopo un rapido sopralluogo, senza esitazione sono giunta al disco della buonanotte:
DIFFERENT SECTION WIRES degli UZEDA.
Potentissimo gruppo siculo capitanato dalla potentissima cantantessa Giovanna Cacciola.
Nel 1997 pubblicavano il sopraccitato gioiellino sonico per l’etichetta londinese Touch and Go, disco registrato da niente popò, ciccì e coccò, di meno che Steve Albini.
Otto canzoni compatte, essenziali, tirate. Più li ascolti più ti mancheranno dopo.
Serve altro?
Che dite, per la festa del mio quarto di secolo chiediamo agli Uzeda se tornano sulle scene per un concertino in quel del Fort?
Già ho i brividi immaginando Ruggiboi avvinghiato al palo della lap dance: brrrrrrr!
Torneremo subito alla musica ma ora mi urge divagare per un paio di righe per rispondere alla sempre elegante parenta Viviana e ai suoi avvistamenti elettorali cittadini.
Ps: Sarà a causa della puzza di fritto invadente ma non ho ancora dimenticato la nostra cena ad Amalfi.
Ogni volta che termini infamanti, degradanti, ignoranti e oscurantisti vengono accostati alla gaiezza mi sento male e mi vergogno di essere eterosessuale. Quello che più mi offende poi è il termine contronatura…. SACRIPANTE!
L’unico comportamento contronatura che devasta il mondo è l’idiozia!!! Tiè!
Vogliamo ringraziare ancora una volta l’Avvocato R.P. (non svelerò il suo nome per problemi di ordine pubblico) per averci trascinate al concerto di Cristina Donà?
Per la cronaca:
1 Aprile 2006, Auditorium di Piazza Libertà, Bergamo, Cristina Donà in IL SUONO DELLA LUCE.
Un allegro torpedone composto da:
Prima auto = R.P. ed io.
Seconda auto = Viviana, Gis, Giorgio e Alice.
Unica defezione (ingiustificata, non c’è amico che tenga se suona la Divina) = Stefano.
Quest’ultimo ci ha telefonato in serata per avvisarci di una sorpresa, che io definirei “trappola”, organizzata da dei sedicenti amici, che lo tratteneva in quel di Brescia… Fossi in lui citerei in giudizio gli amici, tsè!
Comunque, noi groupies della prima ora…
Sì, Giorgio, Alice ed io abbiamo eroicamente conquistato e, tenacemente mantenuto, la pole position per la biglietteria.
Per più di un’ora e ½ abbiamo sopportato le pressioni provenienti dai corpi altrui che si ammassavano ai nostri, abbiamo stoicamente retto agli annunci deliranti diffusi dalla viva voce urticante dell’organizzatrice dell’evento e ce l’abbiamo fatta!
Oh, 11 anni di carriera concertistica mi sono serviti a qualcosa!
Non è mai superfluo ribadire quanto Cristina Donà è in grado di rendere nella dimensione live, quanto si sa superare di volta in volta e quanto ogni suo concerto sia diverso dall’altro.
Questa volta ad arricchirla in questa particolare (quasi) solo performance c’erano le luci di Mamo Bozzoli.
Giochi di ombre, lampadine, proiezioni e colori che non hanno mai disturbato la musica fatta di volta in volta da chitarra acustica e voce, da piano e voce e infine da percussioni e voce.
Ogni canzone è stata introdotta da Cristina con aneddoti e riflessioni a dir poco comiche.
Per la mia gioia nella fase finale si è aggiunto il bravissimo Cristian Calcagnile, che avevo già, con sommo piacere, avvistato in quel della platea.
Dovete sapere che apprezzo Calcagnile come musicista (e non solo) a tal punto di aver acquistato i due ciddì sperimentali che ha inciso con il CAL TRIO.
Che aggiungere ancora, anche questa avventura si è conclusa nel migliore dei modi cioè sbevazzando il Guaranito portato da R.P.
C’è anche stato chi, in preda all’euforia del post concerto, si è addirittura lasciato andare ad un panino alla mortadella, a dei grissini di dubbia provenienza e alle banane equosolidali.
Era un bel po’ che non vedevo tali scene infarcite di eccessi ed ho avuto paura.
Ma ora tutto è finito, non ci resta che aspettare il prossimo concerto!
Come diceva il saggio “Keep on rockin’ in a free world!”
Vostra, B.
Nessun commento:
Posta un commento