giovedì 25 maggio 2006

Sympathy for Ruggio…

(sssshhhhhhh non spargiamo la voce, grazie!)

 

 

Progeniume varia!

 

Oggidì appaio in questo asilo virtuale per misurarmi con il fatto del giorno di domani, il trentaqualcosesimo  compleanno di Ruggero.

Sì lo so che sono 32, osti, non si può più scherzare da quando ci sono quelli lì i al governo….

Temendo maledettamente la concorrenza di voialtri vi anticipo e dribblo come soltanto il mitico Garrincha avrebbe osato fare. Mò beccatevi ‘sto tunnel!

 

Tuttavia, prima di sedermi al vostro patrizio cospetto, ho dovuto sottopormi ad una terapia d’urto che mi aiutasse a limare la cuspide rognosa che reiteratamente scaglierei volentieri nel deretano del festeggiato…

Il mantra guaritore prevedeva l’ingestione a raffica di damigiane di Cedrata Tassoni e la successiva invocazione a pieni polmoni (e apparato digerente) della seguente cantilena:

 “burp, burp, burp” ad infinitum!

Ora sono incondizionatamente priva di sentimenti ostili, nonché di flato catastrofico, perciò non avverrà la tanto temuta turlupinatura.

 

La scheda biografica di Ruggero parte con le fondamenta, ovvero i soprannomi che gli sono stati assestati addosso come un “coppino-frontino”:

1)      Mistico-utopico: OMBRELLONE;

2)      Nazionalpopolare non-violento: RUGGIBOI;

3)      Neorealista profetico: RUTTOBOI;

4)      Ecclesiastico-sentimentale: PAPA ZERBINO XIV.

 

A questo punto potremmo anche ripercorrere step by step i passi dell’ancora giovane amico sale e pepe.  Come uno Zelig della famiglia lo troveremmo in ogni nostro ricordo, rimpianto, traccia, nota, evocazione, discorso, aneddoto…

Diciamo che l’uomo R. manca solo nelle nostre più scadenti fantasie sessuali e poi la colonizzazione sarà avvenuta totalmente.

Al tal punto deporremo le armi di distrazione di massa e lui sarà lì ad impadronirsi di noi, beato e con il savoirfaire di un praticante dell’amore.

 

In questa vigilia di festa sono certa di ricevere i vostri consensi e “gimme five” quando dichiaro che tutti noi supplicheremo (al più presto) il qua onorato amico di rendere pubblico il bizzarro, magnifico e sollazzevole album fotografico della sua infanzia:

“Li mortacci Ruggè, daje de kodak”!

 

Eppi bordei a te caro Hombre, festeggiosa come un molosso mattacchione mi attacco con i canini alle tue caviglie in segno di infinito giubilo!

 

Bau,

Barbara.

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