mercoledì 2 agosto 2006

STEREO GOLPE!

 

Ovvero:

la cronaca di come i Santo Niente conIl Fiore dell’Agave(Black Candy Records, 2005) hanno  spodestato con nervo “10,000 days” dei TOOL dal mio stereo dopo tre mesi di ascolti esclusivi.

 

¡OLE’, QUE VIVA EL SANTO NADA!

 

 

 

“Ho scritto una canzone che suonerò per te” è la frase con cui si schiude Il Fiore dell’Agave.

 

Prima di parlare di questo disco vorrei introdurre un po’ di memora-biglia appartenente ai Santo Niente e ad Umberto Palazzo.

 

Li conosco a metà anni novanta tramite le letture brevi ma voraci de IL MACISTE,  mitico bollettino del Consorzio Produttori Indipendenti.

Nel 1997 decido di non farmi mancare “[‘Sei na ru mo’no wa na ‘i]” secondo album del gruppo che nel frattempo dal nome ha perso il prefisso “Umberto Palazzo e il”.

Produzione artistica affidata a Giorgio Canali, produzione esecutiva di Gianni Maroccolo.

Disco denso ed energico che ospita tra gli altri Marco Parente, Ginevra De Marco e Giorgio Canali.

Nell’estate del 1997 compio 16 anni e riesco finalmente a vederli in concerto a Brescia.

Lo sanno tutti cosa vuol dire potere ascoltare per la prima volta dal vivo un gruppo che ammiri, di cui hai bisogno di ascoltare e vedere allo stesso momento davanti a te.

Aspettative onorate con intensità e umiltà, doti che balzano subito alle orecchie di chi conosce i Santo Niente.

Dal concerto mi sono portata a casa una maglietta del gruppo, cimelio rock’n’roll della serata.

In settembre inizio l’anno scolastico in fibrillazione perché mi presento all’appello della 3°B con la maglietta “‘Sei na ru mo’no wa na ‘i”.

Ovviamente nessuno dei miei compagni li conosce….. sgrunt, gioventù valtrumplina del cazzo!

Rivedo il Santo Niente l’anno dopo all’interno della Festa di Radio Onda d’Urto.

L’esibizione è stata la riconferma dell’opinione che mi ero fatta l’anno precedente, ascoltarli è stato come toccare la febbre che li colma sul palco, un impatto sonico esaltante.

L’ultimo ricordo che ho di Umberto Palazzo lo vede mentre, a fine concerto, si butta dal palco e i ragazzi sottostanti lo sorreggono e poi trasportano qua e là per tutta l’area della festa. Oserei dire che come immagine è quasi epica!

 

IL FIORE DELL’AGAVE:


1)     Luna Viola


2)     Spirituale


3)     Prima della Caduta


4)     Nuove Cicatrici


5)     Facce di Nylon


6)     Occhiali Scuri al Mattino


7)     Candele


8)     Santuario


9)     L’Attesa


10) Aloah




La notte che ha preceduto l’arrivo in casa mia di questo disco è stata lirica in maniera smodata.

Sognare di cantare con Tom Waits, anche se poi ha fatto solo parte del piccolo cinema onirico, è stata un’abissale contusione di gioia per il mio cuore e il suo circondario.

Lunedì 24 luglio mi arriva un pacco postale da Stefano Bad Seed. Il Seme Cattivo, che ho già incensato in un vecchio post, mi sorprende e nutre con la musica. Ci sa decisamente fare il ragazzo ma lo fa in maniera ancora più regale quando si tratta del mio compleanno!

Tra le cose che il Seme C. mi manda ci trovo “Il FIORE DELL’AGAVE” disco dei rinnovati Santo Niente uscito nel 2005 per la Black Candy Records di Firenze.

Lo faccio girare subito nello stereo e lo ascolto attentamente per due volte consecutive, cosa che succede raramente con un disco nuovo, o comunque per me tale, senza invocare mai il tasto skip.

La nuova formazione del Santo Niente è aggregata da Umberto Palazzo (voce, chitarra, basso, tastiere, computer, lettori cd), Alessio D’Onofrio (chitarra, cori), Gino Russo (batteria, percussioni, oggetti) e Raffaello Zappalorto (basso, cori).

Ehm, ehm, stavo dicendo che il fiore dell’agave mi si è attaccato addosso. Mani, capelli, orecchie…..

Come descrivere questo disco che mi ha portata via da uno dei miei gruppi preferiti, cioè i Tool ?

Prima di tutto va doverosamente rimarcato il lavoro di Fabio Magistrali che ha registrato e miscelato sul campo. Per farsi un’idea del valore del Magister, che al momento sta collaborando con i miei concittadini Hangover, reperire anche Scisma, Milaus, Six Minute War Madness, l’esordio dei Marta sui Tubi, Arrington de Dionyso Quartet…

Le registrazioni sono avvenute in presa diretta, nessun editing digitale, solo sovraincisioni fatte alla vecchia maniera.

L'elettronica è stata suonata mettendo i campionamenti su cd e suonandoli con un'attrezzatura da dj, gli effetti sono stati sincronizzati a mano. Una produzione da duemila euro!!!!!!!!!!!!!!!!!

Al disco non manca niente, è attraversato da spiriti e atmosfere che nella musica italiana non si trovano più  da quando tutto è rimasto fermo e stagnante sul mercato discografico autocompiaciuto e incapace di un qualsiasi slancio di creatività. Per farsi un’idea della pochezza, che però, sia chiaro, non riguarda il Santo Niente, basti ascoltare i nomi dei nuovi pupilli dei media. Sarò complottista ma credo che vogliano annientare le menti dei poveri teenagers con l’orripilante musica prefabbricata…. Maledetti lestofanti!

Invece qua nell’agave le chitarre suonano che è una meraviglia, dalle parti più soffuse fino ad arrivare ai pezzi più tirati ed articolati. La sezione ritmica non è mai scontata, va a rafforzare l’efficacia di ogni pezzo.

La voce di Umberto Palazzo poi è l’espressione del suo carisma, non potrei immaginare questa musica con una voce diversa.

Insomma, tutto funziona a meraviglia e la citazione di Peter Laughner lascia con un sorriso malandrino sulle labbra che…

 

“Musica, dolce musica…”

 

 

 

Cari parenti e damerini, forse vi voglio bene quanto ne voglio alla musica.

Quindi vedete di non fare cazzate: puntate sul Santo Niente, non vi deluderà!

 

Besos y abrazos,

la manipolatrice B.

2 commenti:

  1. Ciao... vedo che sei un fan del Santo Niente (e del Magister)come lo siamo noi... grazie per essere passato sul nostro sito.
    Tienici d'occhio
    Ciao
    Paolo (Hangover)

    RispondiElimina
  2. Ciao... vedo che sei un fan del Santo Niente (e del Magister)come lo siamo noi... grazie per essere passato sul nostro sito.
    Tienici d'occhio
    Ciao
    Paolo (Hangover)

    RispondiElimina