mercoledì 1 novembre 2006

L’universo è carne spasima
l’universo è immobile
è vuoto ogni pensiero
inutile descrivere
non serve
l’universo è fermo instabile
l’universo accarezzami
è vana ogni torsione di ogni corpo
in ogni suono
in fondo io penso
l’universo è come sentire che chiami
l’universo
è stralci di rivista in alba livida
nel vento freddo 
è  schiudersi in sogno
l’universo è come sentire che chiami


 


(Scisma, L’universo, “Armstrong”, 1999)


 


 


 


Tutti i libri che ho messo in disordine per cercarti preannunciato dall’inchiostro, tutte le canzoni che ho cantato sparpagliate dalla mia voce, le lenzuola pronte a nascondermi dalla veglia:


metto a posto tutto domani.


 


O forse no, perché nascondere con l’ordine?


 


Aspetto di attraversare le ore notturne che mi dividono dal Fort, Pablo e Tenco sono già in allerta.


 


Il mio nascondiglio, il labirinto della terra, le ragnatele pronte a brillare, l’edera che disegna le pietre, gli alberi che arrampicano il cielo, il suono delle foglie salde ai rami preferiti.


 


Oui!


 


Barbara


 


 


Canti liberatori :


Joan as a Police Woman, “The Real Life”, 2006


Marco Prente, “Neve (ridens)”, 2005


Polly Jean Harvey, “4 Track Demos”, 1993


Korn, “Life is Peachy”, 1996


Tom Waits, “Orphans: Brawlers, Brawlers and Bastards”, 2006


Tool, “Lateralus”, 2001

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