L’universo è carne spasima
l’universo è immobile
è vuoto ogni pensiero
inutile descrivere
non serve
l’universo è fermo instabile
l’universo accarezzami
è vana ogni torsione di ogni corpo
in ogni suono
in fondo io penso
l’universo è come sentire che chiami
l’universo
è stralci di rivista in alba livida
nel vento freddo
è schiudersi in sogno
l’universo è come sentire che chiami
(Scisma, L’universo, “Armstrong”, 1999)
Tutti i libri che ho messo in disordine per cercarti preannunciato dall’inchiostro, tutte le canzoni che ho cantato sparpagliate dalla mia voce, le lenzuola pronte a nascondermi dalla veglia:
metto a posto tutto domani.
O forse no, perché nascondere con l’ordine?
Aspetto di attraversare le ore notturne che mi dividono dal Fort, Pablo e Tenco sono già in allerta.
Il mio nascondiglio, il labirinto della terra, le ragnatele pronte a brillare, l’edera che disegna le pietre, gli alberi che arrampicano il cielo, il suono delle foglie salde ai rami preferiti.
Oui!
Barbara
Canti liberatori :
Joan as a Police Woman, “The Real Life”, 2006
Marco Prente, “Neve (ridens)”, 2005
Polly Jean Harvey, “4 Track Demos”, 1993
Korn, “Life is Peachy”, 1996
Tom Waits, “Orphans: Brawlers, Brawlers and Bastards”, 2006
Tool, “Lateralus”, 2001
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