venerdì 27 ottobre 2006

“Be Quiet And Drive


(Far Away)” to Torino?


 


Mi rimane solo Torino…


No, no, ricomincio.       


Fortunatamente mi rimane sempre Torino!


 


Voilà, questa mossa di principio rende onore all’affetto.


Sì, stavo scrivendo che per fortuna mi rimane sempre Torino.


La guardo da lontano, fino a dove posso percorrere la memoria.


Quella volta non riuscii a scattare fotografie.


Sentivo il distacco realizzarsi.


Più obiettivi avessi messo tra me e la città più terreno avrei perso.


 


E’ l’unica città a cui non riesco ad attribuire una musica in particolare, il suo suono è legato soltanto a lei.


Basta sapere uscire dalle sue braccia per provare a non trovarlo più.


 


Come nel sogno di quest’estate, camminavo da sola verso la biglietteria della stazione di Brescia e contemporaneamente uscivo dalla stazione Porta Nuova di Torino.


Poi giravo l’angolo che mi indicava l’entrata di una vecchia cattedrale dimenticata.


Ogni altare sconsacrato era rivestito da un velluto cremisi e protettivo.


 


Nella realtà ho lasciato così Torino, nella fiducia che il mio velluto la riparasse dalla polvere indecente della nostalgia.


 


Se Roma e Parigi, le altre cocche per intenderci, sono state un’esplorazione vertiginosa e indimenticabile Torino è stato quel dejà-vu rassicurante ma viscerale.


 


Pressoché come quando vedi per la prima volta un uomo tramite il suo autoscatto e giureresti di aver già scoperto in passato i suoi lineamenti.


L’unica sorpresa chiassosa è data dalla conferma.


 


Dai, lo conoscevi già.


Magari tramite un libro, anche se può sembrare incomprensibile.


 


Così come non è comprensibile spiegare con parole distaccate l’attrazione per Torino.


Ma fino alla prossima camminata rimarrà schermata dal velluto cremisi.


 


Barbara.


 


Ps: Stanotte proverò a cercare quel sogno, le biglietterie di quel genere non spariscono mai.


 


 


Nell’aria:


¬  A Perfect Circle, Mer de Noms, 2000


¬ Blonde Redhead, Melodiè Citronique (EP), 2000


¬ Deftones, Around the Fur, 1997


¬ Cristina Donà, Tregua, 1997


¬ Tom Waits, Big Time, 1988

3 commenti:

  1. Touché!
    La tua descrizione accurata (lo so che sei un intenditore) ha prodotto una certa umidità nei miei occhi...grazie ;-)

    RispondiElimina
  2. Joan era la girlfriend di Jeff nell'ultimo periodo della sua vita, ho letto da molte fonti. Buongustaio anche lui! :-)
    Di "Everybody here wants you" qualcuno dice: Jeff wrote this song for Joan Wasser, the girl he was seeing before he died.

    RispondiElimina