Sentendo:
Motorpsycho, “Timothy’s Monster”, 1994
Ho una busta color latte e menta tra le dita.
Le piccole foglie di lavanda raccolte per dare sapore alle mani, le mie, e alla punteggiatura impeccabile, la sua.
Un geroglifico tanto desiderato, è perfetto per entrare nel mio diario ed essere consultato per ri-sentire ancora la voce di inchiostro di quelle righe.
Sono corsa la fuori al freddo e il sorriso è stato incorniciato dal vapore.
Carissimo amico e vorace Pupillo: grazie S, grazie R, grazie P!
Doppia B.
E dagli squarci nuove canzoni dai lampi alle spalle,
col profumo potente di fiori appena raccolti
e lame affilate dai temporali a venire.
E silenzio maturo anche per amare,
adesso respiro di nuovo,
mi brucia la voglia che tu mi sorrida, mi annusi le mani
e con parole leggere mi parli
di questo silenzio che ci abita dentro,
puoi sentirlo? E’ per te.
“Fuochi 1”, Lalli, Tempo di Vento (1998)
: )
RispondiEliminagrandissimi i Motorpsycho!
RispondiEliminaDal vivo poi sono fenomenali!
saluti,
RC