MEDIOEVO BRESCIANO
Mentre la Lega chiede che in tutti gli uffici pubblici bresciani sia esposto il crocefisso (“in questo periodo caratterizzato da stimoli diversi che confondono, la gente ha voglia di ricordare le proprie radici. La cultura occidentale ha origine da quel crocifisso”, e "il crocifisso rappresenta l’ultimo baluardo dell’occidentalità” ... MA DA QUANDO I LEGHISTI POSSONO PERMETTERSI DI PARLARE DI CULTURA??!! Sono l'INCULTURA PER ECCELLENZA, Cristo santo), si cominica a fare fatica anche a manifestare pacificamente, perché si sa, il salotto buono bresiano viene disturbato...
Ecco di cosa stiamo parlando (fonte: QuiBrescia):
Pochi giorni dopo l'annuncio del sindaco di Brescia Adriano Paroli che ha chiesto la fine delle manifestazioni al sabato pomeriggio nel centro storico della città, già questo fine settimana un corteo organizzato contro il razzismo e per i diritti degli immigrati potrebbe avere delle limitazioni di percorso. La trattativa è ancora in corso tra gli organizzatori (Coordinamento migranti, Coordinamento immigrati della Cgil, Associazione diritti per tutti, altre associazioni e comitati che rappresentano le varie comunità di Brescia e provincia) e la Questura.
Tra gli organizzatori il disappunto è grande: "Chiudono il salotto buono della città alla presenza degli immigrati, con la scusa della sicurezza e del decoro. Ma la decisione si traduce nel fare gli interessi dei commercianti del centro e non di altre decine di migliaia di cittadini di Brescia”, protesta Felice Mometti, del Coordinamento migranti. “La giunta sa che i provvedimenti recenti stanno facendo montare una rabbia crescente tra gli immigrati, perché sono fortemente discriminanti".
Il riferimento è all'aumento ventilato del costo per il rinnovo del permesso di soggiorno, circa 200 euro contro la settantina attuali. Ma anche alle scelte locali come il bonus bebé, che verrà distribuito solo ai figli degli italiani. Senza dimenticare che con la crisi molte persone potrebbero rimanere senza lavoro, e questo per gli immigrati significa perdere anche il diritto al permesso di soggiorno. Se a tutto si aggiungono gli episodi di razzismo violento degli ultimi mesi, che un po' in tutta Italia hanno visto immigrati vittime di percosse e in qualche caso addirittura di omicidi, si può capire come mai la tensione sia alta.
"L'amministrazione comunale ha prima chiesto pressantemente alla Questura di Brescia di vietare tout court il corteo, e poi ha chiesto la chiusura di piazza Loggia, ripiegando poi sulle vie del centro”, rivela Gabriele Bernardi, dell'Associazione diritti per tutti. “Si tratta di una cosa gravissima, come gravissime sono le dichiarazioni di Paroli di cui ora vediamo il vero obiettivo: non un divieto contro quattro 'estremisti autonomi', ma contro la libertà di espressione. Così il nostro corteo ora sarà anche contro i divieti del comune, in un contesto in cui ci sono molte ragioni di conflitto sociale, dato che vorrebbero scaricare i costi della crisi su tutti noi, e in primis contro gli immigrati".
Anche la segreteria della Cgil ha duramente criticato le parole di Paroli in un comunicato in cui si legge: "Richiamiamo al rispetto dell'articolo 17 della Costituzione, che continua a valere anche a Brescia: 'I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi... Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica".
La Cgil si dice stupita dell'affermazione del sindaco che ha dichiarato che "difenderà la città con ogni mezzo". "Quali fantasmi lo agitano?", si chiede il sindacato, "Brescia va forse difesa anche da chi, come i migranti sabato prossimo, vuole manifestare, cioé rendere evidente la sua sofferenza per leggi e norme che gli rendono la vita impossibile? Nella nostra pratica abbiamo sempre visto il sindaco investito del dovere istituzionale di accogliere le proposte, le richieste ed anche le proteste, perché anche di questo è fatta la vita democratica. Non può pensare di vietare che i problemi possano essere conosciuti da tutti. Il sindaco sbaglia a far emergere il fastidio verso l'esercizio di un diritto democratico basilare".
Contro questo diritto, ricorda la Cgil, "si scagliavano 40 anni fa i benpensanti che aborrivano la riscossa operaia e che si chiamavano 'maggioranza silenziosa', e troppi di loro si ritrovarono coinvolti in inchieste giudiziarie per eversione".
Perciò "prima di emanare un quasi editto, il sindaco avrebbe fatto bene a discuterne con i soggetti che sono usi praticare lo strumento della manifestazione democratica per far valere le loro oneste ragioni". Anche perché "sa bene che il centro non viene mai bloccato: i cortei passano, e sa che, se vengono in centro è proprio per farsi vedere dagli altri".
Inoltre, "se i problemi sociali invece che venire risolti vengono esasperati come accade di questi tempi e nei nostri luoghi", si legge ancora nella nota Cgil, "è esagerato il solo pensare di impedire che chi subisce quella che ritiene un’ingiustizia scompaia dalla faccia della città, perché la città è fatta non solo di muri brutti, belli, abbelliti, ma anche e soprattutto di donne e uomini con i loro problemi".
"La nostra confederazione”, conclude la Camera del Lavoro, “si è sempre opposta e continuerà ad opporsi ad ogni restrizione delle libertà democratiche e si adopererà perché i problemi e le ragioni dei lavoratori e quelle dei poveri possano avere visibilità dentro la città".
Cari RAZAS, TUTTI IN CORSO ZANARDELLI SABATO POMERIGGIO!!!
Gissss
a sabato!!
RispondiEliminaRuggi
Sono molto preoccupata, come dice la Berni "stiamo scivolando in una dittatura".
RispondiEliminaReagiamo, tutti in piazza!
Vi