RESISTENZA BRESCIANA
(CONTRO L'ATTUALE GIUNTA)
L'ha già segnalato Ruggi Boi, ma merita ulteriore spazio la (bella) notizia relativa alla vicenda bresciana del "bonus bebé":
il comune di Brescia sarà costretto a elargire il Bonus Bebè anche ai figli di cittadini immigrati nati nel 2008 e regolarmente residenti in città. E' questo il pronunciamento del giudice Ignazio Onni, del Tribunale del lavoro, nel procedimento intentato da quattro cittadini migranti e da un'associazione, sostenuti dalla Cgil bresciana contro l'amministrazione comunale. Gli immigrati, sostenuti dall'avvocato Alberto Guariso, avevano citato la Loggia per la delibera, approvata lo scorso novembre, che concedeva alle sole coppie di cittadini di nazionalità italiana residenti nel nostro comune un compenso economico di mille euro per ogni figlio nato nel 2008.
L'ordinanza del magistrato è stata assolutamente netta: "Occorre ravvisare", si legge in uno stralcio del documento, "che è arduo rilevare una dolosa volontà discriminatoria nella scelta del comune di Brescia di attribuire ai soli cittadini italiani il Bonus Bebè, ma ciò non basta per escludere la realtà discriminatoria oggettiva, ed è evidente una disparità di trattamento tra cittadino e straniero, a svantaggio di quest'ultimo".
Secondo Onni quindi la decisione del comune viola gli articoli 43 e 44 del Testo unico sull’immigrazione. Inoltre, "il Bonus bebè non può essere un mezzo idoneo a favorire la natalità dei cittadini italiani residenti a Brescia, poichè deliberato nel 2008 in favore dei nati nel 2008 e, perciò, non appropriato né necessario per favorire la natalità". La somma di mille euro, poi, "non è sufficiente a determinare nessun cittadino italiano (dotato di un minimo di razionalità) a procreare".
Il tribunale ha ordinato, quindi, al comune "di eliminare tale discriminazione e i suoi effetti, attribuendo, mediante i provvedimenti ritenuti più idonei, il beneficio a tutti gli stranieri che ne facciano richiesta e siano in possesso degli ulteriori requisiti, diversi dalla cittadinanza".
Per rimuovere gli effetti del "comportamento discriminatorio", il comune sarà obbligato a posticipare sino alla data del 28 febbraio il termine per la presentazione delle domande, così da consentire l'esercizio del diritto a tutti i potenziali titolari dello stesso: "E' infatti presumibile che alcuni stranieri non abbiano presentato la domanda proprio perchè esclusi".
La Loggia è stata condannata a pagare in favore dei quattro ricorrenti, dopo averne accertato i requisiti, il bonus da mille euro. Infine, è stata ordinata la pubblicazione dell'ordinanza, per una sola volta, su un quotidiano a diffusione nazionale, "perchè tale prescrizione è espressamente prevista dalla legge".
Ma, cari Razas, ecco i commenti senza vergogna dei nostri (sic) rappresentanti in Loggia, dal Vicesindaco Rolfi all'Assessore ai servizi sociali Maione... c'è di che rabbrividire...
Il vicesindaco Fabio Rolfi ha segnalato che "i dati dell’ufficio di diffusione dell’informazione statistica parlano chiaro: a Brescia la continua diminuzione del tasso di natalità riguarda in particolar modo le famiglie italiane, mentre non coinvolge le famiglie straniere. Le giovani coppie bresciane che vorrebbero allargare il proprio nucleo familiare spesso desistono per paura di non farcela, vivendo con grande senso di responsabilità le enormi difficoltà causate dall’attuale crisi economica generale".
Secondo l'esponente leghista, "il cosiddetto bonus bebè ideato dalla giunta comunale di Brescia aveva come finalità specifica proprio quella di riuscire ad invertire, o quantomeno arginare, questa tendenza negativa. Alla luce del ricorso che ha presentato, è chiaro che la Cgil non tiene minimamente in conto i dati allarmanti riferiti al crollo della natalità delle nostre famiglie e dimostra, ancora una volta, la volontà di cogliere, in nome di uno sterile garantismo, ogni possibile opportunità per favorire gli stranieri, danneggiando e rendendo ancora più buio il futuro delle giovani coppie italiane che intendono mettere al mondo un figlio".
Anche il gruppo consiliare del Carroccio ha commentato la sentenza: "Nulla di nuovo", si legge in una nota, "la sentenza era già scritta. Il tutto era già prevedibile. Già al momento della presentazione del procedimento mosso da alcuni cittadini stranieri la città sapeva che il bonus, primo procedimento a favore esclusivamente dei cittadini bresciani, avrebbe incontrato difficoltà e ostacoli di ogni sorta. Chi ha sentenziato, ripassi il programma elettorale votato da decine di migliaia di bresciani e vada in mezzo ai cittadini. Quando si tratta di premiare i cittadini bresciani, sentenze a orologeria vengono pronunciate! Ancora una volta il potere giudiziario punisce i lavoratori onesti e silenziosi, cittadini che pagano le tasse, e che fino ad oggi sono stati privati di attenzione. Finalmente avrebbero goduto di un primo segnale di considerazione; invece la sentenza mette a rischio questo primo segnale positivo".
Per l'assessore al Bilancio del comune di Brescia, Fausto Di Mezza, quella del tribunale "è un’ordinanza contro i cittadini bresciani, e la logica che l'ispira è pericolosamente estensiva della legge. Ci ritroviamo impossibilitati a fare provvedimenti ad hoc per i cittadini bresciani e italiani, a dare un bonus per la natalità italiana. Ma una buona amministrazione deve poter dare risposte diverse a bisogni diversi. Non è accettabile che un Comune non possa fare una cosa in esclusiva per i propri cittadini e il problema della natalità l’hanno i cittadini italiani e non quelli stranieri. Certo, mille euro non sono risolutivi ma sono un segnale importante. Brescia ha dato tanto agli stranieri, riteniamo che possa rispondere anche a un’esigenza dei suoi cittadini".
Secondo l’assessore ai servizi sociali Giorgio Maione, "l’aberrazione di un ragionamento del tipo 'o per tutti o per nessuno' si rivelerà un boomerang per la Cgil e alla lunga porterà a divisioni e a danni. La Cgil dovrebbe riflettere sugli effetti che avrà sulla società la difesa di un mero egualitarismo. Noi stiamo ipotizzando interventi per minori stranieri non accompagnati, iniziative per l’alfabetizzazione degli stranieri... Se i cittadini italiani e stranieri non otterranno il bonus, dovranno ringraziare la Cgil".
[fonte: www.quibrescia.it]
Per ora il diritto è ripristinato, ma con tali menti al governo della città aspettiamoci altre intelligenti mosse.
Vostra gisssss (per oggi esultante).
Cara Vi. il tuo raggionamento che capovolge la consueta prospettiva non fa una piega a pensarci!
RispondiEliminaAnche perché sono una strenua sostenitrice dell'ORDINE ANIMALE DELLE COSE.
Bacibelli,
gissssss