25 aprile
Insurrezione partigiana, ingresso degli anglo-americani nelle principali città del nord e resa definitiva dei tedeschi
(21 aprile-2 maggio 1945)
Insurrezione partigiana, ingresso degli anglo-americani nelle principali città del nord e resa definitiva dei tedeschi
(21 aprile-2 maggio 1945)
[Il 21 aprile viene liberata Bologna; il giorno 25 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia ordina l'insurrezione generale; a Milano inizia lo sciopero generale, mentre Mussolini fugge dal capoluogo lombardo in direzione di Como. Tra il 25 e il 29 aprile le principali città dell'Italia settentrionale vengono liberate, con il concorso decisivo delle formazioni partigiane. Il 28 aprile vengono fucilati benito Mussolini a Giulino di Mezzegra e numerosi altri gerarchi a Dongo, l'uno e gli altri catturati sulla via della fuga in direzione del confine svizzero. Gli ultimi importanti combattimenti si svolgono tra la fine di aprile e l'inizio di maggio nell'area veneto-friulana, in alcuni casi anche dopo la resa definitiva delle truppe tedesche in Italia, annunciata ufficialmente il 2 maggio 1945.]
"Come uno scudo intorno"
(conversazione di Alessandro Portelli con Maria Teresa Regard - Roma -, tratta da 60 Testimonianze partigiane, edito da Zoolibri, insieme ad ANPI e Istituto Cervi, 2005)
(conversazione di Alessandro Portelli con Maria Teresa Regard - Roma -, tratta da 60 Testimonianze partigiane, edito da Zoolibri, insieme ad ANPI e Istituto Cervi, 2005)

"Io nel 1940 mi sono iscritta a un gruppo trotzkista a Napoli. Non sono stata mai molto fascista: la mia famiglia era di Ginevra, avevamo parenti all'estero, in casa c'erano dei liberali, uno zio era un socialista accanito. Però il motivo fondamentale è stata la cosa contro gli ebrei. Io ero piccola, perchè sono nata nel '24; però vidi che amici miei ebrei venivano allontanati da scuola e questo mi diede tanto fastidio che entrai in questo gruppo. Nel 1941 ho cominciato a cercare il partito comunista, e nel '42 a Roma sono entrata in contatto con i cattolici comunisti. Io cattolica non ero, ma questo era quello che c'era a Roma. Il partito stava in una situazione abbastanza disastrata, erano stati presi quasi tutti, e non è che io abbia combinato molto in quegli annni. [...] Dopo l'8 settembre [...] Carla Capponi ed io siamo entrate nei Gap insieme [...] Abbiamo fatto tantissimi attentati; nessuna capitale europera ha fatto quello che ha fatto Roma. Io Via Rasella non l'ho fatto, e ho avuto discussioni, perché secondo me era sbagliato fare l'attentanto in quel punto lì che era un budello, che non ne uscivi. [...] Io con Franco Calamandrei ho messo uno spezzone incendiario a Piazza Montecitorio, che fu una cosa grossa, perché saltò per aria un camion e prese fuoco l'albergo Nazionale. Ho partecipato a mettere la bomba all'Hotel Flora al comando tedesco, e al posto di ristoro dei soldati tedeschi alla stazione Termini, che ho fatto assolutamente da sola. Mi dissero: guarda, partono i treni per Anzio di lì, e bisgona mettere una bomba, e morirono un sacco di tedeschi, quanti non si sa perché non l'hanno mai scritto.
Quando il 22 gennaio gli alleati sono sbarcati a Anzio, io ho avuto l'ordine per radio, dagli alleati, che dovevamo fare l'insurrezione. Loro avevano bisogno di avere delle azioni forti a Roma. Loro le sollecitavano queste azioni, non è che noi ci siamo mossi a vanvera. C'era un collegamento molto stretto, anche attraverso il Fronte militare clandestino che era diretto dal colonnello Montezemolo, poi da Maurizio Giglio, poi da Paladini. [...] Io pensavo che dovevamo fare queste cose per cacciare i tedeschi da Roma. Questo era il fine, non era certamente l'idea di ammazzare la gente che mi piacesse. Però in quel momento ci ragionavo poco; pensavo che era una cosa utile. Le miei figlie mi dicono, ma come, non riflettevi su queste cose? Io ho detto , in realtà non ci volevo nemmmeno riflettere, perché se ci avessi molto riflettuto mi sarei impaurita [...] Era come se avessimo uno scudo intorno, quasi ci volessimo difendere da questa cosa, perché era una cosa talmente anormale per una persona come noi.
[...] Mi sono sposata il 13 giugno, 10 giorni dopo la liberazione, perché a un certo punto lui ha deciso così. M'ha talmente frastornata, ha detto: "Ah no, io mi posso sposare solo con una che ha fatto la gappista, non c'è altra scelta". E poi è curioso perché questo attaccamento così forte che c'era fra di noi è resistito nel tempo".
[60 Testimonianze partigiane è illustrato con delle bellissime tavole da 30 dei maggiori illustratori italiani, da Mattotti a Gipi, dalla Carrer alla Monaco. Lo trovate da Rinascita, ovviamente. Buona resistenza!!! Gisss]
Quando il 22 gennaio gli alleati sono sbarcati a Anzio, io ho avuto l'ordine per radio, dagli alleati, che dovevamo fare l'insurrezione. Loro avevano bisogno di avere delle azioni forti a Roma. Loro le sollecitavano queste azioni, non è che noi ci siamo mossi a vanvera. C'era un collegamento molto stretto, anche attraverso il Fronte militare clandestino che era diretto dal colonnello Montezemolo, poi da Maurizio Giglio, poi da Paladini. [...] Io pensavo che dovevamo fare queste cose per cacciare i tedeschi da Roma. Questo era il fine, non era certamente l'idea di ammazzare la gente che mi piacesse. Però in quel momento ci ragionavo poco; pensavo che era una cosa utile. Le miei figlie mi dicono, ma come, non riflettevi su queste cose? Io ho detto , in realtà non ci volevo nemmmeno riflettere, perché se ci avessi molto riflettuto mi sarei impaurita [...] Era come se avessimo uno scudo intorno, quasi ci volessimo difendere da questa cosa, perché era una cosa talmente anormale per una persona come noi.
[...] Mi sono sposata il 13 giugno, 10 giorni dopo la liberazione, perché a un certo punto lui ha deciso così. M'ha talmente frastornata, ha detto: "Ah no, io mi posso sposare solo con una che ha fatto la gappista, non c'è altra scelta". E poi è curioso perché questo attaccamento così forte che c'era fra di noi è resistito nel tempo".
[60 Testimonianze partigiane è illustrato con delle bellissime tavole da 30 dei maggiori illustratori italiani, da Mattotti a Gipi, dalla Carrer alla Monaco. Lo trovate da Rinascita, ovviamente. Buona resistenza!!! Gisss]
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