"Le quattro volte"
di Michelangelo Frammartino
Invisibile Film
Visto ieri al Cinema Eden, nell'ambito della rassegna Cannes>Brescia (Il film è stato presentato al Festival del Cinema di Cannes nella sezione Quinzaine des réalizateurs).
Un commento di Goffredo Fofi su L'Unità di oggi, 13 giugno 2010, pag. 21.
L'antico e l'eterno.
Da vedere.
Il 4° "movimento" affrontato dal regista nel film è quello della legna che diventa carbone, col procedimento dello scarazzo utilizzato dai carbonai calabresi. Gli scarazzi fumanti sono covoni di legna accatastata e coperti di paglia bagnata e terra, che permettono la completa disidratazione e la piena cottura del legno e che porterà alla carbonizzazione. E' una procedura lunga e paziente che deve essere seguita per circa venti giorni, mentre ne occorrono circa dieci per l'accatastamento geometrico della legna che va selezionata con a centro i pezzi più grossi a finire con i rami più sottili. Ed è, appunto, la forma perfettamente geometrica dello "scarazzo" che maggiormente impressiona; imponente, una perfetta cupola a base circolare che può superare i sei metri d'altezza e che prima d'essere interrata assomiglia ad abitazioni tipiche di certe culture lontane da noi. Il carbonaio, dopo aver appiccato il fuoco all'interno dello "scarazzu", deve fare attenzione a che questo non si spenga perché altrimenti risulterebbe difficile la riaccensione e deve praticare dei buchi su tutto il covone per permettere l'uscita del fumo. Ed è proprio il colore del fumo ad indicare lo "stato di salute" dello scarazzu ed a richiamare l'attenzione del carbonaio alla necessità di alimentare ulteriormente o diminuire il fuoco all'interno per una ottimale cottura. Così tra fumo e polvere nera, trascorrono trenta lunghi giorni prima che il carbone, ormai pronto, possa raggiungere nei sacchi di iuta le più lontane destinazioni.
Oggi, intorno le montagne di Serra esistono otto siti di carbonizzazione pienamente funzionanti e tutti a conduzione familiare, siti che rimangono a testimonianza di una attività che si va perdendo ma che ha costituito per secoli un importante punto di riferimento per l'economia locale.
(Dal sito del Comune di Serra San Bruno, Vibo Valentia).

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