martedì 30 novembre 2010


IL PRESIDIO SOTTO LA GRU CONTINUA

Per mantenere viva l'attenzione di tutti sul tema dell'immigrazione, delle politiche con le quali affrontare tutte le questioni che il fenomeno migratorio implica, delle norme che attualmente la regolano e del nostro approccio coi migranti, numerose sono le iniziative che sta organizzando il presidio sotto la gru.

Tra queste, l'invito a tutti i cittadini a parlare con loro:

Martedì 7 dicembre 2010, ore 20.30 
Auditorium della Scuola Media Bettinzoli in via Caleppe, 13 a Brescia


ci saranno ARUN, JIMMY, SAYAD, RACHID, accompagnati da EDDA PANDO,  IRENE PANIGHETTI e  con la partecipazione straordinaria di DARIO FO e la musica di Isaia & l’orchestra di Radio Clochard

  http://www.donnesottolagru.org/




sabato 20 novembre 2010



 


La rappresaglia di Stato contro la lotta dei migranti


 


Su suggerimento di papà Luciano, riportiamo questo efficace articolo sulla repressione della protesta dei migranti, scritto da Annamaria Rivera e pubblicato su il manifesto di venerdì 19 Novembre 2010.


Guerra asimmetrica


 


La rappresaglia di Stato sta realizzandosi nel modo più vile e crudele possibile. Dopo l'espulsione dei nove egiziani, rastrellati durante lo sgombero violento del presidio dei solidali sotto la gru di Brescia, ieri anche Mohamed, detto Mimmo, insieme a un connazionale, entrambi partecipi attivi della protesta, ha subito lo stesso trattamento. Che appare ancor più vile per il fatto che egli era stato fermato e ristretto nel Cie di via Corelli allorché tentava di far pressione perché i nove non fossero rimpatriati. Perfino nelle peggiori situazioni di guerra chi, dopo un'offensiva, avanza una proposta di tregua o di negoziato di solito è trattato con un certo riguardo. Ma la guerra che il ministro dell'Interno conduce contro i migranti è degna delle guerre globali dei giorni nostri: asimmetriche e prive di reciprocità, esse negano l'Altro perfino come avversario o nemico, quindi precludono ogni possibilità di patteggiare e di uscire dallo stato di conflitto permanente. Per chiudere questa fase del conflitto, sarebbe servita una norma che estendesse alle altre categorie di lavoratori immigrati una sanatoria dal carattere discriminatorio e dagli effetti fraudolenti; oppure, per non concedere troppo, sarebbe bastato un provvedimento che sanasse le situazioni di chi ha presentato l'istanza. Ma Maroni, si sa, è un duro al quale difettano flessibilità e lungimiranza, per non parlare di sensibilità per i diritti umani. Egli non concepisce altro che le armi pesanti della repressione. E neppure eccelle in padronanza semantica e in avvedutezza politica, se è vero che chiama ricatto una protesta e dichiara «finché ci sono io, niente diritto di voto agli stranieri»: asserzione che meriterebbe una denuncia presso organismi internazionali.


Ma in fondo lo si può comprendere, il povero Maroni: in effetti, la posta in gioco è alta. Egli sa o almeno intuisce che le proteste dei migranti hanno qualcosa d'inquietante e minaccioso: non solo mettono in scena il coraggio e la determinazione dei meteci, ma inducono a confrontarsi con le loro qualità morali.
Che a dare lezioni di civiltà sia la racaille extracomunitaria e clandestina, cui sono negati non solo il permesso di soggiorno e il diritto di avere dei diritti, ma perfino la qualità umana, è davvero uno scandalo. Scandalosa è la protesta della gru anche perché si svolge in un Paese cinico, individualista, corrotto, tale che verrebbe la tentazione di consigliare ai migranti: se ambite al permesso di soggiorno, la prossima volta travestitevi da giovani puttane plasticate e andate a bussare alla villa di Arcore. E invece in questo stesso Paese c'è qualcuno che è capace di mettere in gioco la propria sorte, tutta intera, pagando un prezzo personale altissimo, pur di rivendicare il diritto alla dignità e all'esistenza, non solo per se stesso ma per tutti coloro che sono nella medesima condizione.


Su quella gru alcuni meteci hanno resistito per sedici giorni, oltre il limite dell'umanamente sopportabile, per condizioni materiali estreme e soprattutto per l'assedio poliziesco che è stato  loro inflitto, spinto fino al tentativo di prenderli per fame e per sete. Così essi hanno affermato una verità valida per tutte e per tutti, tanto elementare quanto obliata: ribellarsi è giusto e possibile; e la ribellione, se ha delle buone ragioni, innesca il circolo virtuoso dell'empatia, della solidarietà, della condivisione umana e politica. Anche se a loro costa un prezzo altissimo, cosa che ci fa fremere d'indignazione e tristezza.

sulla gru
Nonostante tanti anni buttati per studiare non ricordavo l'esatto significato della parola meteco che la Rivera usa più volte nel testo, quindi sono andata a riguardarlo. Meteco, nella Grecia antica, era lo straniero che si trasferiva nelle città-stato. Doveva pagare una tassa, ottenendo così una sorta di permesso di soggiorno, e avere un garante; poteva arricchire la città con l'artigianato e il commercio; ma non poteva votare o essere eletto, né possedere beni immobili. Nelle stesse condizioni si trovava lo schiavo riuscito ad uscire dalla sua condizione di schiavitù. Il diritto di cittadinanza era ereditario. 

martedì 16 novembre 2010


MORTI INVANO
 



BRESCIA, 28 MAGGIO 1974
STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA


Giulietta Banzi Bazoli
Livia Bottardi Milani
Clementina Calzari Trebeschi
Euplo Natali
Luigi Pinto
Bartolomeo Talenti
Alberto Trebeschi
Vittorio Zambarda

http://www.28maggio74.brescia.it/index.php 




Brescia, la strage di piazza della Loggia

sabato 13 novembre 2010


Brescia, Italia,
svegliatevi!!


Non sappiamo più quanti giorni sono che i ragazzi migranti sono sulla gru.
Non sappiamo più da quanti giorni stiamo sotto la gru a presidiare, a incontrarci, a guardare su, a dirci che sembra di vivere in una città surreale.
Una città bloccata dalla militarizzazione voluta dal Comune e dal Governo come soluzione al "problema", in cui le persone che la abitano paiono dei fantasmi, forse dei morti.
Tante strade potevano essere percorse per affrontare la questione politica che quella protesta estrema solleva, invece qui, nella Brescia bianca-padana del 2010, non esistono strade, non esistono percorsi, non esiste mediazione, non esiste umanità.
Le persone passano a testa bassa, abbassano le tapparelle, nei casi peggiori invocano soluzioni di forza, plaudono alla gestione di puro ordine pubblico, anzi la giudicano troppo molle, debole, e che si vada su a tirarli giù con la forza!
Ma paradossalmente il coraggio della protesta che questi migranti stanno attuando sta scuotendo gli animi dell'"altra Brescia", sta provocando emozioni profonde e aggregazioni, continui incontri e discorsi, mescolamenti splendidi tra cittadini di ogni provenienza.
Abbiamo fatto una manifestazione di migliaia di persone, abbiamo avuto AnnoZero di Santoro, abbiamo avuto docenti universitari che hanno fatto le "lezioni sotto la gru", abbiamo avuto musiche e danze a sostegno dei ragazzi sulla gru,
da due settimane centinaia di persone sono in strada e in piazza quasi 24 ore su 24, in una mobilitazione straordinaria e che ricorderemo per molto tempo.
Si è creata una rete di persone civile e solidali che fa ben sperare per il futuro di questo anomalo paese e che speriamo possa gettare semi fertili di idee e sentimenti.

gis

mercoledì 10 novembre 2010


Ancora sulla gru
Inizia il dodicesimo giorno


Un’altra notte è finita. Continua e persiste la solidarietà per i ragazzi sulla Gru.  Ieri sera in Via San Faustino la Musica degli Appel (qui il video) ha tenuto compagnia ai sei migranti arrivati ormai all’undicesimo giorno di mobilitazione a 35 metri d’altezza.
Stamattina alle ore 11, alcuni docenti dell’Università di Brescia promuoveranno “Le lezioni sotto la gru: incontro dibattito su diritti, crisi e migrazioni”.

venerdì 5 novembre 2010


SULLA GRU
 

LOTTIAMO COI MIGRANTI CONTRO UNA LEGGE INGIUSTA E CONTRO IL RAZZISMO ISTITUZIONALE
 
SABATO 6 NOVEMBRE H 15
PIAZZA LOGGIA a BRESCIA
 MANIFESTAZIONE



SULLA GRU
Siamo saliti sulla gru per i nostri diritti, per non essere continuamente sfruttati, per uscire dalla clandestinità. Non vogliamo più essere invisibili, merce di scambio di padroni senza scrupoli. Abbiamo preso la parola e facciamo la nostra parte da protagonisti. Dobbiamo costruire occasioni di incontro, percorsi comuni che ci diano speranza. Sperimentare lotte che spiazzino il razzismo delle istituzioni mettendo al centro la precarietà che viviamo sui luoghi di lavoro e nella società.
Battersi contro le sanatorie truffa, il pacchetto sicurezza, il permesso a punti e chiedere che il permesso di soggiorno non sia più legato a un contratto di lavoro sono gli obiettivi che ci accomunano.
Per questo invitiamo tutti i migranti e gli antirazzisti a partecipare alla manifestazione di Brescia di sabato 6 novembre.
Per questo saremo il 13 novembre alla manifestazione di Bologna insieme ai fratelli che scenderanno in piazza.
Basta  truffa !
Basta pagare !
Abbiamo la forza? Sì.
Presidio migranti sopra e sotto la gru – via S. Faustino, Brescia
Associazione Diritti per tutti – Brescia


  
I 6 ragazzi sulla gru


La manifestazione di Brescia del 6 novembre 2010