lunedì 28 febbraio 2011


Happy tech

programma






HAPPY TECH, MACCHINE DAL VOLTO UMANO



è una mostra di arte e scienza realizzata dalla Fondazione Marino Golinelli in partnership con la Triennale di Milano, curata da Giovanni Carrada e Cristiana Perrella con la collaborazione di Silvia Evangelisti.



 



Sito ufficiale



 



HAPPY TECH è visitabile presso la Triennale Bovisa di Milano dal 22 febbraio al 31 marzo e si arricchisce di una sezione introduttiva dedicata ai precursori/visionari Bruno MunariPietro Fogliati, Nam June Paik e John Godfrey, artisti che nei decenni passati intuirono le potenzialità rivoluzionarie delle nuove tecnologie ma anche la necessità di non farsene sovrastare, intrattenendo con esse un rapporto giocoso, umanizzato, aperto all’utopia. 

La mostra si propone di esplorare il lato positivo del rapporto uomo/tecnologia attraverso le opere diartisti di fama internazionale come Tony Cragg, Cao Fei, Martino Gamper, Rainer Ganahl, Candida Höfer, Alfredo Jaar, Thorsten Kirchhoff, Armin Linke, Vik Muniz, Mark Napier, Tony Oursler, Pipilotti Rist, Thomas Ruff, Tom Sachs, Bill Viola. Si tratta di opere ispirate a tecnologie “a misura d’uomo”, ovvero che estendono la nostra natura, permettono, abilitano, sviluppano e potenziano le caratteristiche, le capacità e le ispirazioni umane migliori.



  



Ad ogni opera d’arte è affiancato un exhibit scientifico che consente di conoscere e provare una tecnologia legata al tema dell’opera. L’idea è quella di offrire al visitatore la possibilità di guardare alla relazione uomo-tecnologia da due punti di vista, quello dell’arte e quello della scienza, insieme. L’arte è un indispensabile ponte fra la conoscenza delle cose e la conoscenza di noi stessi, e soprattutto del nostro rapporto con il mondo. Essa infatti coglie, spesso anche in anticipo, quello che qualcuno ha chiamato l’“alone” delle cose, quel rapporto assolutamente soggettivo con esse, ma al tempo stesso condivisibile con gli altri e per qualche aspetto anche universale, che è fatto di ricordi, pensieri, stati emotivi, aspettative, immaginazioni. E lo rende esplicito, visibile, concreto.







Cao Fei RMB City: A Second Life City Planning by China Tracey 2007-9


mercoledì 9 febbraio 2011


Continua il Jazz in Eden




Ieri sera potente e contaminato spettacolo al Nuovo Eden nell'ambito della rassegna Jazz in Eden.




Era infatti la volta del quintetto

Paroxysmal Postural Vertigo


ovvero


 


Walter Beltrami (chitarra)

Francesco Bearzatti (sax tenore & soprano, clarinetto)


Vincent Courtois (violoncello)

Jim Black (batteria)
Stomu Takeishi
(basso)





Scintille di puro godimento quanto alla sezione ritmica, composta da due vere e proprie icone della nuova scena newyorkese:


Jim Black, collaborazioni con Tim Berne e Dave Douglas, per proseguire con quelle più longeve con Uri Cane e Ellery Eskelin, fino ad arrivare alle contaminazioni col pop elettronico, in cui è partner di fiducia, sia live che in studio, della pianista e compositrice Laurie Anderson, e leader di formazioni proprie, tra cui il quartetto AlasNoAxis, con cui ha inciso il disco omonimo nel 2000 e due anni più tardi Splay, entrambi pubblicati dalla prestigiosa Winter&Winter. Celebrato dalla stampa internazionale come uno dei più creativi ed energetici batteristi di tutti i tempi;


Stomu Takeishi, eccentrico bassista elettrico giapponese trapiantato a New York dov’è attivo da molti anni, è conosciuto forse soprattutto per il suo apporto di sana follia musicale al quartetto di Cuong Vu;


tra i solisti, Vincent Courtois è uno tra i violoncellisti più amati nella scena mondiale del jazz e della musica improvvisata. Francesco Bearzatti, friulano di stanza a Parigi, è uno tra i più apprezzati e creativi sassofonisti europei.

 



Infine il leader del gruppo, Walter Beltrami, chitarrista e compositore, che firma anche tutte le musiche e gli arrangiamenti del quintetto.


 


Il concerto di Jazz in Eden è stata l'occasione di presentazione ufficiale alla stampa nazionale di settore del disco del gruppo,  che sarà pubblicato a Maggio 2011 da Auand, in coproduzione con re:think-artrecords.


 







Il nome del gruppo è curioso, ma rimanda ad un'esperienza realmente vissuta da Walter Beltrami, compositore di tutti i pezzi: 6 mesi passati con il disturbo chiamato appunto Paroxysmal postural vertigo, un disturbo dell'equilibrio che produce potenti crisi di vertigini.  



Divertente il posterino del concerto (da grande amatore del cinema, la citazione Hitchcockiana era d'obbligo):





Assolutamente da vedere dal vivo per l'abilità tecnica di tutti i componenti del quintetto e per la potenza che sprigionano. Ma non mancano nemmeno poesia e lirismo.



Buon jazz,
gisssss

venerdì 4 febbraio 2011


EGITTO





Map of Egypt






Sul Sole 24 ore di oggi, pag. 9, possiamo leggere un'intervista a 'Ala Al-Aswani, dentista, scrittore e attivista politico egiziano, per cercare di capire qualcosa di più della situazione di questi giorni in Egitto.
'Ala Al-Aswani 
è uno dei membri fondatori del movimento di opposizione «Kifāya» ("Basta così") che reclama le elezioni presidenziali libere. 

Già in luglio del 2010 su Internazionale potevamo leggere sue considerazioni sulla situazione egiziana:



Internazionale, 2 luglio 2010



Uno dei suoi romanzi, “Palazzo Yacoubian” (edito in Italia da Feltrinelli), ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Eccone una recensione del 2006, ai tempi dell'uscita in Italia:



Sole 24 ore cultura e tempo libero, 24 febbraio 2006.



 



(Ansa)


(Ansa)






 



Un milione di persone in piazza al Cairo per la “giornata della partenza”. Manifestazioni anche a Suez e Alessandria. (Marco Longari, Afp)

martedì 1 febbraio 2011


NUOVE LETTERE PERSIANE



 





 



A cura di Francesca Spinetti
Prefazione di Gad Lerner
Gennaio 2011, edizioni ediesse



Un ragazzo di Hong Kong che studia belle arti a Milano, una giovane ciclista lituana alle prese con l’umorismo toscano, una bambina cilena sbarcata nella Roma degli anni ottanta, un uomo camerunense che realizza il sogno di costruirsi una casa in patria: sono alcune delle storie riunite in questa breve raccolta, raccontate con stili diversi e unite dal filo rosso dell’ironia. Quattordici giornalisti di origine straniera firmano questo omaggio collettivo all’autore delle Lettere persiane. Alcuni, i più giovani, sono nati o cresciuti qui, altri sono arrivati già adulti. Come Montesquieu, hanno immaginato dei personaggi, più o meno autobiografici, che raccontano le loro impressioni sull’Italia ad amici o parenti. E ci ricordano l’importanza di aprirsi a nuovi sguardi sul mondo in cui viviamo.

Gli autori: Farid Adly, Ejaz Ahmad, Ismail Ali Farah, Lubna Ammoune, Mayela Barragan, Paula Baudet Vivanco, Domenica Canchano, Alen Custovic, Raymon Dassi, Darien Levani, Gabriela Pentelescu, Edita Pucinskaite, Sun Wen-Long, Akio Takemoto.

Illustrazioni di Zerocalcare.

Buona lettura,
gis