sabato 21 gennaio 2012

Se i nazisti avessero ascoltato Omer Avital...


Josef Skvorecky, scrittore cecoslovacco morto recentemente all'età di 87 anni, ha scritto "Il sax basso", pubblicato nel 1993 da Adelphi. 





Ne scrive Christian Rocca sul domenicale del Sole 24 Ore del 15 gennaio 2012, nella sua consueta rubrica musicale Gommalacca.
Il libro contiene alcune incredibili pagine sul rapporto tra nazismo e jazz.
Gli hitleriani imposero 10 regole nazisticamente corrette a chi volesse suonare la musica «giudaico-negroide»: 1) Nel repertorio delle orchestre di musica leggera e da ballo le composizioni a ritmo di fox trot (swing) non devono superare il 20%. 2) Nel repertorio jazzistico deve essere data la preferenza a composizioni in tonalità maggiore rispetto a quelle in minore e a testi che esprimano la gioia di vivere rispetto a quelli di giudaica cupezza. 3) Anche per quel che riguarda il ritmo va data la preferenza alle composizioni veloci rispetto a quelle lente (blues), anche se il ritmo non deve ugualmente superare un certo grado di allegro commisurato al senso ariano della disciplina e della moderazione. Non si devono in alcun modo permettere gli eccessi negroidi sia per quel che riguarda il ritmo che gli assolo. 4) La cosiddetta composizione jazz può contenere un massimo del 10% di sincopi, mentre il rimanente deve essere costituito da un movimento musicale legato in maniera naturale, privo di quelle isteriche inversioni ritmiche caratteristiche della musica delle razze barbare (riff) che risvegliano oscuri istinti estranei alla nazione tedesca. 5) Con la massima severità si proibisce l’uso di strumenti musicali estranei allo spirito tedesco (cow-bell, flex-a-tone, brushes), così come l’uso di sordine che trasformano il nobile suono degli ottoni in uno schiamazzo giudaico-massone (wa-wa, hat e simili). 6) Si proibiscono gli assolo di batteria che superino la mezza battuta a ritmo di quattro quarti (con l’eccezione delle marce militari stilizzate). 7) Nelle cosiddette composizioni jazz è permesso suonare il contrabbasso solo con l’archetto e si proibisce di pizzicare le corde. Ciò andrebbe a discapito dello strumento come pure della sensibilità musicale ariana. Se il pizzicato fosse assolutamente necessario, si faccia bene attenzione affinché la corda non batta contro la cordiera, cosa che viene proibita con decorrenza immediata. 8) Si proibisce di alzarsi platealmente in piedi nell’eseguire gli assolo. 9) Si proibisce altresì di lanciare strilli durante l’esecuzione. 10) A tutte le orchestre di musica leggera e da ballo si consiglia di limitare l’uso di sassofoni di ogni registro e di sostituirli con violoncelli o viole o con acconci strumenti nazionali.

Ora possiamo solo ascoltare a gran volume e con sommo godimento il quintetto di Omer Avital, recentemente visto anche a Brescia nell'ambito di Jazz in Eden, composto da ben 2 israeliani e 3 americani (di cui un afroamericano), quindi propriamente un quintetto "giudaico-negroide":
Omer Avital: contrabbasso
Avishai Cohen: tromba
Joel Frahm: sax tenore
Jason Lindner: pianoforte
Johnathan Blake: batteria

Per 2 recensioni di un loro recente concerto: Il blog di Mondo Jazz







Omer Avital Quintet "Live at Smalls", 2010 
(Smalls Jazz Club, Greenwich Village, New York City)

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